“Pregate per la pace”
Riprendiamo il volo, per andare nel cuore dell'Africa: in Congo
Nel pomeriggio, all'ombra beviamo un caffé e ascoltiamo qualcosa da p. Silvano Benedetti, saveriano di Tricesimo.
“La stagione delle piogge si è fatta sospirare e per la nostra gente, che vive di sussistenza, non è una cosa indifferente. Non hanno potuto seminare e quindi il raccolto sarà rimandato. È un altro motivo per tirare la cinghia, oltre alla presenza di molti soldati del nuovo esercito che rubano nei campi e alleggeriscono le gerle delle donne che tornano dal mercato o dal campo. Recentemente, abbiamo accompagnato il vescovo a Kidote, la missione confinante con quella di Luvungi. Vi andiamo ogni tanto, in attesa che sia provvista di clero. È la prima visita del vescovo dal 1996, quando erano stati assassinati due preti. Il territorio è stato a lungo insicuro per i movimenti di bande di partigiani o di ribelli.
Abbiamo celebrato la Messa all'aperto, perché la chiesa è piccola e c'erano molte persone, cristiani e non cristiani, arrivati dai dintorni. Alla fine della Messa, i responsabili hanno fatto varie richieste: prima fra tutte, quella di avere preti che possano abitare sul posto. Hanno offerto al vescovo due capre e vari polli, secondo le usanze. Oltre ai sacerdoti, la missione di Kidote ha bisogno di una chiesa più capiente e di un'abitazione più decente per il prete. Dopo la Messa, è iniziata la festa con danze e canti dei ragazzi. Al pranzo c'erano numerosi invitati, tra cui alcuni capi degli hutu ruandesi esiliati.
Il giorno dopo, la festa si è spostata a Luvungi in occasione della cresima di 110 ragazzi e giovani. La Messa all'aperto è durata tre ore; l'omelia di 35 minuti è stata seguita attentamente, senza segni di stanchezza. In dono al vescovo, altre capre e pollame...
Invito tutti a pregare perché i congolesi si impegnino a ricostruire il loro paese, bandendo la corruzione e le violenze”.








