Perché sono diventati ultimi?
Siamo fieri di presentarvi uno dei popoli tra i più dimenticati e marginalizzati della terra: i Batwa. La nostra presentazione vuole essere di natura pastorale e punta a promuovere la loro promozione integrale per uscire dall’isolamento culturale e sociale nei quali sono stati relegati da tempo.
Chi sono i Batwa e qual è il loro stile di vita? Sono sicuramente i primi abitanti delle foreste della regione dei Grandi Laghi dell’Africa orientale, composta dagli attuali stati di Burundi, Kenya, Ruanda, Uganda, Tanzania e Repubblica Democratica del Congo. Fanno parte di un gruppo più grande di popolazioni viventi nelle foreste e comunemente chiamati Pigmei. Nei Paesi dove si trovano, i Pigmei sono il popolo meno sviluppato delle altre comunità etniche. In Burundi poi lo sono ancora di più perché si trovano in uno dei Paesi più poveri al mondo, come lo definiscono i rapporti più autorevoli sullo sviluppo umano.
La chiusura naturale dei Pigmei al mondo moderno li isolano ancora di più e possono essere paragonati da un proverbio africano ai fili d’erba che sono calpestati quando gli elefanti si battono. La storia del Burundi, infatti, è segnata dalla lotta secolare tra le due grandi etnie Tutsi e Hutu. I Pigmei hanno sempre osservato da lontano i loro conflitti, anche sanguinosi, nella più grande indifferenza per la vita politica, sociale ed economica dello Stato. Tendenzialmente, c’è nel Paese un’abitudine all’esclusione di un gruppo nei confronti dell’altro al punto che nel calcolare i partecipanti a una riunione pubblica spesso si dice: “All’incontro c’erano 100 persone e 20 Batwa”, come se i Pigmei non fossero persone.
Con un certo umorismo, i Batwa cono chiamati “Abasangwa butaka”, il popolo autoctono, i primi occupanti del paese, i proprietari della terra. Ma è solo una presa in giro perché, in effetti, i Pigmei non hanno alcuna terra. Questo rende loro la vita molto difficile in una nazione che vive essenzialmente dell’agricoltura. Non godono di nessun diritto: né alla proprietà di terre, né all’educazione, tantomeno alla storia e alla cultura. La storia socio-politica del Burundi è fatta dalla narrazione dei conflitti etnici che hanno opposto Hutu e Tutsi e viceversa, mentre i Batwa non figurano in nessun luogo.
Ma quindi perché i primi, gli autoctoni, sono diventati gli ultimi e marginalizzati? Nel loro linguaggio corrente non si considerano “burundesi”. Gli Hutu e i Tutsi sono burundesi, cioè stranieri, invasori, che si sono accaparrati delle loro terre cacciando i Pigmei che le abitavano. Si sentono così socialmente e psicologicamente esclusi da ogni vita pubblica. Gli Hutu e i Tutsi dicono persino che i Batwa non hanno religione e molti deridono i missionari che fanno apostolato tra loro perché ‘faticano per nulla’. Sono dunque persone senza terra, generalmente poveri che vivono ai margini della società.






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