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Cala il sipario sul Giubileo 2025. Chiudono le porte sante di chiese e basiliche. Finisce la straordinarietà e riparte la… normalità. Cosa ci portiamo nel nuovo anno? Cosa rimane nei nostri cuori, nelle vite? È stato un evento collaterale, come a dire “sì c’è, la Chiesa lo celebra, ne prendo atto” oppure è qualcosa di cui ci siamo sentiti partecipi? Personalmente, il contesto mondiale ha smorzato l’atmosfera di festa che, per esempio, aveva caratterizzato quello del 2000. Non è che non ci fossero guerre, conflitti e scontri allora. Ma le immagini di così tanta violenza, tutta assieme, a cui rischiamo di essere assuefatti, hanno spento il sorriso, il desiderio dell’incontro, il significato di un gesto. Una mesta sobrietà l’ha fatta da padrona con gli inviti alla Pace e al dialogo che cadevano nel vuoto uno per uno. 
E poi la morte di papa Francesco proprio nei mesi iniziali del Giubileo, preceduta dal lungo ricovero… Una fine che sembrava scongiurata per quanto messa in conto, alla fine s’è rivelata inattesa. Il lutto e il dolore si sono mischiati ad una sensazione di sospensione temporale e anche di cattivi pensieri, possiamo dirlo… Poi l’elezione di Leone XIV, la vita che riprende, la Chiesa che sceglie e lo fa in tempi brevi. Così, sono ripartiti, pellegrinaggi, giornate dedicate, iniziative… in un fluire di SPERANZA, che ben presto si tramutava in un atto di affidamento alla Speranza ultima, quella cristiana, considerati i pochi segnali che sopraggiungevano dal mondo.
Un anno speciale che “Missionari Saveriani” ha cercato di raccontare con le sue peculiarità: testimonianze dalle missioni, novità e iniziative che riguardano la congregazione, approfondimento spirituale, trasformazioni tecniche sempre più rapide come potete leggere qui sopra e che richiedono al mondo adulto attenzione, conoscenza, approfondimento. A fine novembre, i redattori del nostro giornale si sono riuniti per alcune ore di confronto. Ve ne daremo conto nel prossimo numero. Ma, già da ora, possiamo anticiparvi che il desiderio di ‘raccontare’ l’impegno dei figli di S. Guido Maria Conforti non manca. Forse, sono venute un po’ meno le energie, la fatica si fa sentire, i 79 anni di vita di questo strumento portano rughe profonde. Eppure, siamo qui grazie a voi, care lettrici e lettori, che ci sostenete e che vi invitiamo ad essere il nostro ‘passaparola’, la nostra eco. Buon Natale e buon 2026!



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