Per volare alto verso il futuro
Un grande pannello pubblicitario domina una strada importante della città. Impossibile non notarlo perché collocato in una posizione strategica qualsiasi sia il mezzo utilizzato per muoversi. Lo slogan scelto è accattivante: “Discover your wings fly to the future” (scopri che le tue ali volano verso il futuro), corredato da una bambina sorridente. Si tratta di un istituto scolastico che propone i suoi progetti in periodo di iscrizioni. Penso subito a quanto sia stridente questa immagine con quello che vediamo in giro per il mondo. Le newsletter di Medici Senza Frontiere (MSF) arrivano puntuali in redazione con racconti e testimonianze pieni di dolore e difficoltà: Yemen, Gaza, Libano, Haiti, Nigeria… Ospedali bombardati, scuole ormai inesistenti, ambulanze assaltate, operatori e medici che rischiano la vita per soccorrere e spesso la perdono, martiri silenziosi, vittime collaterali si direbbe in un crudele linguaggio bellico. Sono i nostri operatori di pace, l’avamposto di umanità e la luce di speranza nel disastro umano che ci circonda.
Una recente indagine ha evidenziato che i giovani italiani di oggi hanno tre preoccupazioni: non riuscire a realizzarsi e a trovare un lavoro, le guerre e il terrorismo, il cambiamento climatico. Quel sorriso iconico stampato su una pubblicità si sta trasformando in smorfie di timori anche nella parte privilegiata del mondo, dove i problemi per i nostri figli si chiamano anche disagio interiore, bullismo e violenza giovanile. Talvolta si ha l’impressione di stare su una nave che affonda con l’orchestra che ancora suona.
Eppure, Natale dovrebbe essere il giorno della Gioia per eccellenza perché non nasce un semplice auspicio, ma la Speranza concreta di un cambiamento. È ancora così? Lo sentiamo tale tra luci, colori, regali sempre più sofisticati, pranzi, cene e brindisi? Sappiamo alimentare la speranza portata in dono da Gesù Bambino? O tutto è stanco rituale e quei mondi sono da noi troppo lontani per interessarcene? Spesso ci chiediamo cosa possiamo fare… Mica la fermiamo noi da qui guerre e disastri ambientali! È vero fino ad un certo punto. I nostri comportamenti, le nostre scelte piccole e grandi possono essere già un segnale, un messaggio da lanciare a noi stessi e agli altri. Recuperiamo la voglia di occuparcene, di non delegare, di essere protagonisti. Solo così riusciremo a dispiegare le ali verso il futuro. Buon Natale e sereno 2025!







