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Con gli occhi della fede, possiamo percepire tanti segni di speranza e anche tante sfide, tra cui la sindrome di hikikomori (chi sta in disparte e si ritira dalla vita sociale). Nella parrocchia di Minami Miyazaki, due anni fa, è nato il gruppo “Budo no ki” (la vite), che si occupa di questo problema. Alcuni parrocchiani hanno aperto le porte della chiesa per parlare con i bambini e i familiari finiti in tale situazione e per donare un po’ di sostegno. Tra loro c’è uno psicologo e molte persone di buona volontà. Il comune di Miyazaki ci ha offerto un corso per imparare ad ascoltare; sono arrivate anche offerte. Così, due volte al mese, la chiesa diventa un punto di incontro per ascoltarsi a vicenda. Indipendentemente dalla religione o dall’età, ci facciamo compagnia e condividiamo dolori e gioie. La nostra speranza è di continuare ed accogliere ogni persona, con la felicità d’essere piccoli strumenti d’un amore infinito.



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