Per un anno insieme a voi
Si dice che alcuni bei sentieri non si possono trovare senza perdersi. Comprendo che ogni giorno è un tesoro del Cielo per fare il primo passo in ognuna delle mie decisioni e azioni.
Mi chiamo Azist Haryono, missionario Saveriano dell’isola di Flores, in Indonesia, e sono il quinto di sei fratelli. Sono cresciuto in una famiglia piuttosto variegata dal punto di vista religioso, ma personalmente sono stato educato al cattolicesimo dai miei genitori che sono contadini. La mia vocazione è nata quando ero piccolo. La presenza di un missionario mi ha mostrato la bellezza di essere presbitero. Nell’agosto 2013 ho incontrato un animatore vocazionale saveriano. Da quel momento ho iniziato il mio percorso con la famiglia saveriana in Indonesia per circa 6 anni. La motivazione fondamentale che mi ha convinto ad unirmi ai Saveriani è stato lo stile di vita familiare. Sono molto contento della mia scelta, felice di dire SÌ alla mia decisione, rispondendo a Dio. Specificamente, cerco di vivere in modo responsabile nella mia vita. Essere Saveriano, mi porta nel cuore il sentimento della pace che mi fa crescere in Cristo.
Attualmente mi trovo a Cagliari con i miei quattro confratelli italiani e sono il primo missionario indonesiano a vivere qui. Sono arrivato in questa comunità alla fine di luglio. La mia presenza qui fa parte del percorso di formazione nella famiglia saveriana, per esercitare in quest’anno il mio diaconato in vista dell’ordinazione sacerdotale. Dal 2019 sono in Italia e ho iniziato subito a imparare la lingua a Parma. Successivamente ho frequentato la Teologia a Reggio Emilia; poi, sono stato ordinato diacono lo scorso aprile sempre a Parma.
Concludo la mia presentazione con la parola di S. Paolo ai Colossesi (3,14): “Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione”. Per me, la vita è un viaggio da vivere, non un problema da risolvere, perché nessuno può cambiare una persona, ma una persona può essere il motivo per cui qualcuno cambia. Vorrei proprio lasciare a voi giovani l’ascolto nel vostro cuore del grido del Signore, che parla a tu per tu con tutti voi nel vostro silenzio.







