Pastorale missionaria all'università
A Salerno, in mezzo a sessanta mila studenti
Responsabile della pastorale universitaria a Salerno è padre Ezio Marangoni. Ma si fa aiutare da tante altre persone. Qui riportiamo le testimonianze di Massimiliano, un giovane laico saveriano che collabora in modo stabile, e di Roberta , una studentessa universitaria.
All'interno dell'Università di Salerno, dove ogni anno passano dai 50 ai 60 mila studenti, i missionari saveriani hanno l' incarico della "cappellania", cioè di seguire i giovani nella loro vita cristiana e spirituale, nel loro impegno umano e solidale.
Nell'Università sono attivi vari organismi e gruppi con i quali, fin dall'inizio, abbiamo cercato di collaborare, creando occasioni di incontro e di coordinamento.
Purtroppo, la collaborazione a volte diventa difficile. Alcuni vorrebbero fare dell'Università un "bacino" di possibili adepti per accrescere le proprie file. Non riteniamo che questo approccio sia appropriato.
Noi cerchiamo di fare del nostro meglio per presentare Cristo e il suo vangelo nel mondo universitario. Siamo inoltre convinti che l' animazione missionaria non può essere fatta solo "con l'esotico". L'approccio esotico alla missione, inizialmente suscita simpatia ed interesse nei giovani. Ma a lungo andare non ha ritorni consistenti e duraturi.
L'incontro con Cristo, invece, diventa il vero fondamento e il frutto verace dell'animazione missionaria, in quanto trasforma la vita delle persone. E' solo il "grande missionario" Gesù che può chiamare i giovani a seguirlo, ancora oggi.
Un esempio fra tanti . "L'altruismo, uno stile di vita" è il titolo della tesi di laurea presentata da una studentessa che ha camminato con noi durante l'ultimo periodo del suo percorso universitario.
L'esperienza spirituale è diventata uno stimolo intellettuale che le ha permesso di fare una scelta tematica coraggiosa e controcorrente. Di questo siamo molto contenti.
Durante quest'anno accademico vorremmo incontrarci con il Sermig di Torino. Ernesto Oliviero, nel giugno scorso, è stato insignito della Laurea honoris causa in Economia proprio all'università di Salerno. Vorremmo anche intrecciare alcuni contatti proficui con il Gruppo Abele di don Ciotti. Queste due grandi figure del nostro tempo, per la passione e la forza che emanano, hanno grande presa sugli studenti, che sono costantemente alla ricerca di guide e di punti di riferimento.
Un'isola per aprirsi al mondo
Desidero portare una testimonianza personale ed essere voce dei giovani che, come me, vivono la vita universitaria e cercano di continuare la propria formazione, non solo dal punto di vista accademico. L'Università è come un aeroporto, con decine di migliaia di persone in "transito", sempre di fretta.
La cappella universitaria, quindi, rappresenta per noi un'isola in cui sostare, un modo per sottrarsi al trambusto ed alla fretta. E' il luogo adatto per fare nuove conoscenze e per instaurare rapporti umani forti e profondi. Incontrare altri che, come te, credono negli ideali evangelici, ti da forza e speranza. Insieme con loro, puoi verificare l'entusiasmo e la volontà di comunicare questi valori anche agli altri.
L'Eucarestia, la preghiera, la riflessione costituiscono momenti molto importanti: ci fanno sentire comunità; ci fanno odorare il profumo di Dio. Abbiamo bisogno di essere accolti e di accogliere. Ognuno di noi ha caratteristiche, doti, hobby diversi. Ma se riusciamo a metterli assieme, allora diventano una ricchezza per noi stessi e per tutti gli altri nella società.
La presenza dei saveriani ci aiuta ad aprirci al mondo, all'intera famiglia umana . Questa apertura è molto importante per noi giovani. Ci predispone allo sviluppo di sensibilità nuove. Concetti come mondialità, intercultura, cittadinanza attiva ... entrano a far parte del nostro vocabolario e, soprattutto, della nostra vita.








