Conforti a Ravenna: Sarò vostro per tutta la vita
Ad aspettarlo c'erano i giovani dell' Azione Cattolica
La volta scorsa avevo promesso che avrei presentato alcuni pensieri del discorso che l'arcivescovo ha fatto in Duomo, in occasione dell'arrivo dell'urna del beato Conforti. Mantengo la promessa fatta.
Mons. Verucchi ricorda un particolare, che di solito viene trascurato: non è tutto vero che monsignor Conforti arrivò a Ravenna senza nemmeno un cane ad aspettarlo. Ecco le sue parole: "La freddezza che il nuovo vescovo si attende, viene cancellata da un avvenimento inaspettato e quindi ancor più gradito! I giovani di Azione Cattolica si sono radunati alla stazione.
Non vedendolo arrivare, decidono di andare all'arcivescovado. Alle 22, 15 furtivamente, appare la carrozza con mons. Conforti. Un incontro di festa e di gioia. Un'accoglienza con applausi clamorosi. Il Conforti è commosso e dice: "Sarò vostro per tutta la vita".
La "notte" accoglie il nuovo vescovo con la "luce" di quei giovani coraggiosi e stupendi. Cento anni dopo, Ravenna rivive l'incontro con il vescovo Conforti".
Un clima più sereno, di dialogo e collaborazione
“Quanti cambiamenti in questi 100 anni! Anche a Ravenna tanta acqua è passata sotto i ponti. L’anticlericalismo è diminuito: gli steccati in gran parte sono crollati; le ostilità hanno lasciato il posto al dialogo; nelle chiese entrano sempre di più gli uomini; in diocesi certi problemi e fortissime lacerazioni sono ricordi storici; è cresciuta la comunione fraterna nelle comunità.
Si respira un'aria diversa! Non sarà un'aria cristiana, ma il clima generale è più sereno, i rapporti tra chiesa e società civile sono improntati al dialogo e, spesso, alla collaborazione. Nella comunità ecclesiale, possiamo respirare un senso profondo di speranza, un clima di maggiore fraternità, un desiderio di missionarietà, da vivere anche nella nostra terra, e un impegno crescente di collaborazione nel lavorare insieme nella vigna del Signore.
Il risultato che oggi abbiamo davanti agli occhi, alla luce di quanto abbiamo detto, è sorprendente e ci riempie di gioia.
Dal cielo il beato Guido Maria Conforti sta vedendo ciò che i suoi occhi non poterono vedere il 5 gennaio del 1903. Ad accoglierlo, qui, in questo nostro duomo, che è stato anche la sua cattedrale, non c'è solo un piccolo gruppo di giovani coraggio: si, ma un popolo radunato nella fede e nell'amore, desideroso di accogliere i doni del Signore, impegnato a vivere la comunione ecclesiale e la testimonianza nel mondo”.
Lettera pastorale: Fare del mondo una famiglia
Questi due obiettivi sono l'oggetto della lettera pastorale, che l'arcivescovo ha scritto e inviato al clero e al popolo ravennate per l'anno in corso. Monsignor Verucchi ha fatto suo quello che fu l'ideale del Conforti racchiuso nello slogan: Fare del mondo una sola famiglia. Affinché tutte le genti si riconoscano appartenenti ad una sola famiglia, occorre promuovere l'unione fraterna, a cominciare dal clero e le comunità ecclesiali, nelle singole famiglie e tra gli enti locali.
"Abbiamo tanti valori da riscoprire" - sono parole dell'arcivescovo - "pensando alla vita, all' insegnamento e all'opera del beato Conforti ... e tante grazie da chiedere per sua intercessione"








