Un missionario in Famiglia - Piccola storia d'una chiamata
La vita personale e familiare è guidata dalla Provvidenza di Dio attraverso circostanze ed incontri mai privi di significato: questa è l'esperienza fondamentale della nostra famiglia. Il succedersi delle circostanze, infatti, forma una marcia di avvicinamento al mondo missionario: prima quelle legate al lavoro e poi quelle conseguenti al terremoto del 1976, ci hanno portati da un paesino della Carnia all'attuale residenza di Bressa di Campoformido, alle porte di Udine.
Siamo nel 1979: nostro figlio Stefano ormai undicenne, frequenta la quinta elementare. Durante una giornata di animazione per i ragazzi incontra i missionari Saveriani, di casa nella parrocchia di Bressa: la marcia di avvicinamento si è conclusa! Rimane incuriosito dalla loro vita in luoghi lontani e sconosciuti ed a fine anno scolastico chiede di frequentare la Scuola Media nella Casa di formazione di Udine, "per vedere come vivono i missionari".
Il distacco dalla famiglia con una motivazione tanto disarmante è stato inevitabile anche se non facile. Superando le nostre ansie, abbiamo accompagnato le varie fasi della sua formazione con la serenità necessaria per permettergli non solo un giusto profitto negli studi, ma soprattutto la possibilità di libere scelte.
Nel settembre 1995 per completare la formazione, Stefano è partito in missione nel Congo: l'Africa ha tagliato il cordone ombelicale con la famiglia. Siamo stati costretti a trovare ragioni profonde al nostro sentirci vicini, ancorate sola alla realtà ed ai valori della fede. Nella successiva estate del 1996 è scoppiata la guerra, che ha coinvolto anche la missione dove lui stava operando: per quasi un mese è stata completamente isolata. L'appartenenza dei figli all'intera umanità ci è apparsa in tutta la sua portata e la realtà della missione ci ha presentato il suo conto. Quindi la preghiera ha costituito una esperienza essenziale, capace di dare significato e valore alla nostra partecipazione e solidarietà.
Rientrato in Italia per la consacrazione sacerdotale, dal gennaio 1999 p. Stefano è ritornato in Congo. Per trovare il senso del nostro essere genitori di un missionario è indispensabile entrare nella prospettiva e nella dinamica di Dio verso l'uomo. L'incontro con i missionari Saveriani e la loro realtà, porta il nostro credere ad un continuo convertirsi alla fraternità verso tutti i popoli. Questo sentire, per la profonda solidarietà che lega ciascuno di noi, fonda la consapevolezza di essere parte dell'Istituto e di partecipare alla sua azione apostolica e missionaria.






