Zona di Monza: un sacchetto di riso per la Pace
Solidarietà per il recupero dei bambini soldato
Ogni anno, da ormai 15 anni, nel mese di maggio, quasi 100 sulle 153 parrocchie della zona pastorale di Monza, si mettono insieme per richiamare l'attenzione della gente su una situazione sociale del Terzo Mondo particolarmente grave e urgente. Il gesto di solidarietà che l'accompagna è quello della vendita di un sacchetto di riso il cui ricavato va a favore di iniziative e progetti promossi per venire in soccorso di chi soffre.
Il gesto del maggio 2000, sarà un gesto giubilare, un gesto di amore e di penitenza, un farsi prossimo verso quelli che soffrono le conseguenze di guerre endemiche. Riguarderà il ricupero di 6.000 bambini soldato del Sierra Leone in gran parte rifugiati nel vicino stato della Guinea Konakry. "La guerra non è un gioco da ragazzi" è lo slogan che accompagnerà nei diversi decanati e parrocchie della zona, questa raccolta.
Non risolverà il problema, ma certamente servirà a far nascere pace e speranze. La sua realizzazione aiuterà mons. Biguzzi, vescovo di Makeni nel Sierra Leone, a risolvere il problema dei bambini-soldato in Sierra, e ci renderà un po' tutti coinvolti a far nascere la pace nel mondo. Negli ultimi 10 anni infatti sono morti in guerra quasi 2 milioni di bambini e 4 milioni sono rimasti invalidi.
Nel mondo, ancor oggi, più di 300.000 sono coinvolti in conflitti armati. Ragazzi e ragazze da 10 a 15 anni sono arruolati in eserciti regolari o in armate di opposizione. Spesso più che reclutati, rapiti o costretti ad arruolarsi. In Africa sono circa 120.000 e sono affidati loro compiti, come nella guerra fratricida della Sierra Leone, di forza di assalto o di scudo umano, ci dice p.Berton.
A questi bambini viene dato l'incarico di raccogliere informazioni, mettere mine, servire da pattuglie d'assalto. Spesso vengono minacciati e drogati. Un bambino guerrigliero disse agli inquirenti che per vincere la paura bevevano latte misto a polvere da sparo: "La polvere da sparo ci dava energia, come il desiderio di uccidere quelli che passano davanti a te. Tu dici a te stesso: spero che vengano sulla mia strada e poi carichi e spari".
Ed un altro gli confidava: "lo sogno ancora il ragazzo che ho ucciso. Mi parla e mi dice che l'ho ucciso per niente, e io grido".
Padre Bepi Berton si occupa da diversi anni in Africa del recupero di questi ragazzi e ha affidato le sue esperienze e i suoi sogni e desideri ad un libro "Una voce lontana" in vendita a L. 15.000, il ricavato sarà devoluto a favore dei bambini soldato.






