Pasqua: sentiamo il bisogno di Dio
Festa di gioia e di nuova vita
Gli ultimi mesi si sono defilati carichi con pesanti, crudeli e sconvolgenti avvenimenti; oggi è l'Africa a fare notizia! È senza pace e in balia di un odio fratricida, agghiacciante e, per tanti versi, misterioso. Fanno orrore le lunghe file di sgozzati in Algeria, l'interminabile guerra civile del Sudan, che ha messo a nudo una vergognosa piaga che. pensavamo del passato: la schiavitù; bambini, donne e prigionieri venduti schiavi ai nomadi del deserto.
In Angola è riesplosa la guerriglia; tra l'Etiopia e l'Eritrea si combatte per un misero fazzoletto di deserto; irrequieta e costellata di tanta violenza è la vita nella regione dei Grandi Laghi, in Kenia e Somalia. Tutti noi abbiamo ben presenti le vicende di Sierra Leone: lunghe file di profughi smarriti fatti bersaglio delle opposte fazioni in guerra come fossero zavorra pericolosa e da eliminare senza pietà; genocidi e vere mattanze in cui solo la morte sembra avere un volto meno feroce, perché riesce a mettere fine alla inaudita violenza che l'uomo riesce a scaricare su bambini, donne e anziani inermi; c'è il gusto sadico di far soffrire chi non può difendersi!
A rendere il quadro più fosco, in molte nazioni a maggioranza musulmana e induista, s'è aperta la caccia al Cristiano. Ma anche nel nostro cosidetto mondo occidentale culturalmente evoluto, dominato dal neo-liberalismo, si nota una pericolosa frizione con i principi cristiani specie quelli in difesa della persona umana e della famiglia; si irridono i cristiani con ogni mezzo in nome della libertà, del progresso, e dell'autonomia della scienza.
È primavera; fuori spira una brezza tiepida che ti invita a respirare a pieni polmoni e a gioire; nei prati fanno capolino, le margherite e in costiera, preavvisati dal profumo intenso, ci sono le violette; il giardino è un trionfo di colori e profumi: rose, tulipani, narcisi, pensée. È arrivata pure la Pasqua. "Cristo è risorto!" mi vien voglia di gridare, cantare e saltare; ma resto sopra pensiero perché non tanti la pensano e la sentono come me.
Nel mondo immerso in un'era glaciale la sola possibilità per uscirne ce la dona il Figlio di Dio con la sua Resurrezione. Anche il Profeta Ezechiele, posto di fronte ad una vallata disseminata di ossa aride, aveva capito che solo il Dio Onnipotente poteva trasformarle in esseri viventi. Questa è anche la fede di noi poveri mortali. Ma non la pensano così i nostri cosidetti grandi; essi affermano: "Diventa sempre più difficile distinguere Risurrezione dal Risorgimento; nel caos mondiale i viaggi del Papa (vero leader a statura mondiale) sono l'unica causa che mette in tentazione i laici. Ma noi non abbiamo bisogno di convertirci.
L'etica laica contiene in sé tutto quanto ci può essere di alto e nobile nelle religioni storiche con in più la forza della ragione che è stimolo critico incessante. Il laico non può mai riposarsi; in questa lotta sa di essere forte e instancabile, e che i valori di cui può essere portatore sono così solidi da poter sfidare i tempi al di là della senescenza di altre robuste fedi storiche. L'ultima delle spiagge d'approdo, quella di riporre le residue speranze nel Padreterno, ci pare configurarsi come l' estremo tradimento della laicità" (da Repubblica 09.02.1999).
È triste constatarlo a Pasqua, ma è una gran parte dell'uomo che nonostante le evidenti impotenze nel gestire la globalità dei problemi giganteschi che travagliano la comunità umana osa ancora misurarsi e sfidare l'Onnipotente Iddio; l'uomo pensa ancora di poter fare senza Dio!








