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Messaggi dalle chiese: Un futuro per l'Iraq - Pace al Burundi

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UN FUTURO PER L'IRAQ

I patriarchi e vescovi dell'Iraq, in una Dichiarazione del 29 aprile, chiedono il rispetto dei diritti di tutti i cittadini. Tra l'altro, scrivono:

"In virtù della nostra originaria appartenenza ai popoli di questa terra, rivendichiamo per noi e per tutti coloro che oggi l'abitano, di vivere a pieno titolo in uno Stato di diritto nella pace, nella libertà, nella giustizia, nell'uguaglianza, secondo la Carta dei diritti umani.

Chiediamo che la nuova Costituzione irachena riconosca i nostri diritti religiosi, culturali, sociali e politici; preveda uno statuto legale in cui ogni persona, senza discriminazioni, abbia il diritto di prendere parte attivamente al governo e al servizio del Paese; consideri i cristiani cittadini iracheni a pieno titolo; garantisca a noi il diritto di professare la fede secondo le nostre tradizioni e norme religiose, il diritto di educare i nostri ragazzi secondo i principi cristiani, il diritto di organizzarci liberamente, di costruire luoghi di culto e, secondo necessità, altri spazi per attività culturali e sociali".

PACE AL BURUNDI

I vescovi del Burundi, in un messaggio del 9 aprile scorso, hanno lanciato un nuovo severo invito ai politici, ai responsabili del Paese e ai cittadini, affinché tutti diventino difensori della pace e contribuiscano a ricreare i rapporti di fiducia. Alle parti in conflitto, i vescovi hanno chiesto di rispettare le Convenzioni internazionali verso la popolazione civile innocente.

La situazione, infatti, è ancora drammatica. Affermano i vescovi:

La guerra continua a fare stragi, soprattutto tra i civili. Sono proprio loro che muoiono, che sono spogliati dei beni, che sono cacciati dalle case e costretti a vagare continuamente. Si arriva al punto che chi cerca di sfuggire ai ribelli diventi poi vittima delle forze dell'ordine". Ci sono persone contrarie alla pace; anzi, desiderano che guerra e anarchia continuino, "per poter pescare nel torbido e compiere misfatti".

La richiesta dei vescovi ai politici e ai responsabili è chiara: "Il progetto della pace diventi la vostra assoluta priorità, in tutti i vostri incontri e discussioni".



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