Padre Pietro Uccelli, un gioiello
Celebrazione alla sua memoria
Nel vangelo, Marco racconta che Gesù guarisce il cieco di Gerico: la fede in Lui. Gesù continua a guarire anche dopo la morte e la risurrezione. Così hanno agito Pietro e Giovanni con lo storpio, all'uscita dal tempio: "Nel nome di Gesù Nazareno, cammina!". Solo Dio compie miracoli; solo Gesù Cristo, sacerdote e missionario.
Questa è la chiave per comprendere padre Pietro Uccelli, per spiegare i miracoli e le conversioni. La forza veniva dalla sua unione con Dio: Dio con lui.
"Ho dormito accanto a Gesù"
Scorrendo le sue lettere, si incontrano aspirazioni profonde: a lui interessava solo Cristo. Quando si trovava sacerdote nel reggiano, si donava senza chiedere una ricompensa, senza misura, immerso in una costante preghiera. Dalla Cina scriveva: "Ho dormito accanto a Gesù"; aveva trovato una stanza vicino al tabernacolo. A Vicenza, dal suo studio, aveva ricavato una finestrella nella parete che lo divideva dalla cappella, apribile da dentro, fuori orario, specialmente di notte.
Questa è la santità: solo Dio è santo. Prima di una benedizione, si sentiva umilissimo servo, povera creatura come Maria. Permetteva a Gesù di parlare: "Quello che ho te lo do, nel nome di Gesù". Il rosario, legato al manubrio della bici, testimoniava la sua unione con Dio. Padre Uccelli era ovunque il benvenuto, perché rappresentava Gesù.
Questa è la spiegazione della sua partenza, il suo commiato dalla Cina, salutato da una grande folla della città di Hsianghsien, con le autorità, la banda e lo sparo di mortaretti. Lui rivelava il volto di Cristo, come Maria nel Magnificat. E questo stesso volto egli vedeva nei fratelli.
Giorno perso senza poveri e malati
Dalla Cina aveva scritto al Fondatore di aver raccolto un bambino abbandonato, senza mani e senza un piede: “Tengo caro questo bambino, diceva, inviatomi durante la benedizione con il Santissimo; Gesù me lo ha mandato”.
A Vicenza reputava un giorno perso se non incontrava un ammalato o un povero. Il Signore concedeva, tramite san Giuseppe; padre Uccelli otteneva. Le benedizioni rivelano l’uomo di Dio, la sua intimità con il Signore.
Non per niente è sepolto nella chiesetta di viale Trento, a “furore” di popolo.
Padre Pietro è vivo, qui ancora per benedire. I centoventi testimoni avvicinati, dicono “grazie” per aver visto un santo.
Padre Uccelli, un gioiello!
Il vescovo mons. Onisto, nella prefazione alla “Vita di padre Uccelli” scritta da don Rossi, afferma che padre Uccelli è un gioiello. Scrive: “Oggi ci si dimentica di Dio; lui, padre Uccelli, ce lo rammenta nella sua umiltà, nella fiducia, con la sua ttenzione ai sofferenti, ai poveri”.
Quando partì per la Cina (allora era per sempre, senza previsione di ritorno), egli aspirava a morire martire per Gesù . E i miracoli? San Giuseppe era obbligato dall'umiltà del richiedente. Il servo di Dio padre Uccelli, formato dal Beato Conforti, è un esempio per noi, un messaggio per gli inviati del vangelo.








