Due santi, lo stesso sogno
Nell’Eucarestia di canonizzazione del 14 ottobre 2018, papa Francesco portava i paramenti e la croce astile di Paolo VI e il cingolo insanguinato che invece indossava S. Oscar Romero nella Messa in cui fu ucciso, sull’altare. Segno della continuità di Bergoglio con questi due santi e del legame umano e pastorale che è intercorso tra i due.
Nella sua minuta casa, Romero aveva appese le fotografie dell’incontro che ebbe con Papa Montini nel 1978. Vi arrivava amareggiato dalle calunnie contro di lui e la sua pastorale, provenienti dalla sua stessa diocesi e nazione. Romero annota questo nel suo diario. “Il Papa ci ha fatto accomodare accanto a sé, da un lato e dall’altro, e dirigendosi a me in particolare, mi ha stretto la mano destra e l’ha a lungo trattenuta tra le sue due mani e anch’io ho stretto con le mie due mani la mano del Papa… Tenendomi le mani in quel modo mi ha parlato a lungo… Le idee principali delle sue parole sono state queste: «Capisco il suo difficile lavoro. Può non essere capito, ha bisogno di molta pazienza e forza; so bene che non tutti la pensano come lei... ma vada avanti con coraggio, pazienza, forza e speranza». Mi promise che avrebbe pregato molto per me e per la mia diocesi. Mi ha domandato di compiere ogni sforzo possibile per l’unità”.
Paolo VI lo invita a lavorare in favore del popolo, partendo dall’amore. Romero gli confida le proprie difficoltà con le forze di potere e anche con i collaboratori che non lo capivano. Aveva raccolto parole piene di incoraggiamento e consolazione, che lo facevano sentire nel cuore del Papa che lo aveva sostenuto.







