P. Lino Sgarbossa è a Parma
Dopo oltre due mesi di ricovero ospedaliero e alcune settimane di riabilitazione, i Saveriani di Brescia hanno potuto riabbracciare p. Lino Sgarbossa, economo e già rettore della comunità. È stato un sollievo rivederlo sorridente e lucido, nonostante un recupero delle forze che ancora dev’essere completato. Per questo, dopo un comunitario pranzo di saluto, p. Lino è stato accompagnato in Casa Madre a Parma per poter essere meglio seguito nel suo percorso di ripresa.
P. Lino è stato 5 anni a Brescia, quattro come rettore ed uno come economo. In quel 2019 avrebbe potuto rimanere nella comunità di Vicenza per godersi la meritata pensione. Dato il suo carattere riservato, non raccontava le sue esperienze missionarie (Messico e Stati Uniti). Però, nelle occasioni in cui si apriva con noi, diceva che è sempre stato disponibile ad assumere nuovi incarichi sia per la vita pastorale sia per quella formativa; così abbiamo potuto toccare con mano la sua marcata sensibilità spirituale (è stato maestro dei novizi ed educatore dei seminaristi).
Dopo pochi mesi dal suo arrivo, ecco lo scoppio della pandemia da Covid-19 con le conseguenti scelte obbligate di chiusura di S. Cristo e di ogni attività. Nella fase più dura, però, nessuno dei confratelli (dall’età media abbastanza alta) ha contratto il virus. Parsimonioso, attento ai bilanci economici di una struttura grande ed onerosa da mantenere, ha avuto l’intuizione e il coraggio di mettere a disposizione della Caritas diocesana una parte della casa per accogliere i profughi ucraini in fuga dalla guerra (ma già aveva dato il consenso per quelli afghani). Un’esperienza che non si è ancora conclusa.
Anche gli spazi del chiostro affidati alle associazioni Museke e Fobap sono il segno di un’apertura che, in apparenza, non sembra appartenere a p. Lino. Ma la sua storia missionaria, i rapporti d’amicizia stretti con tante persone raccontano di una ricchezza interiore e bontà d’animo che solo la riservatezza, le preoccupazioni e la responsabilità di un ruolo gravoso avevano parzialmente nascosto.
I Saveriani di San Cristo augurano a p. Lino pace, salute e di poter continuare la sua vita dove più gli fa piacere, dopo tanti anni di servizio a disposizione della congregazione. Gli esprimiamo il nostro doveroso grazie e la riconoscenza per il generoso aiuto offerto alla nostra comunità. Lo accompagniamo con la nostra amicizia e preghiera. A questo proposito, ringraziamo Monica Bragaglio, cuoca della comunità, che come una vera nipote si è presa carico di numerose necessità di p. Lino, prima e durante la lunga degenza.









