Dare speranza ai più poveri
Rakib è un giovane musulmano, invalido dalla nascita. Per muoversi, cammina poggiando a terra mani e ginocchia, trascinando i piedi. Ho conosciuto Rakib in modo insolito: era venuto a trovarmi un amico musulmano, ammiratore e discepolo del simpatico p. Riccardo Tobanelli, il Saveriano che si prendeva cura dei bambini di strada, morto improvvisamente tre anni fa. Sceso dal rikshò, l’amico si era incamminato verso il piccolo cimitero dove sono sepolti una decina di Saveriani.
Mi avvicino al conducente, che mi saluta sorridente, invitandomi a sedere accanto a lui. Lo faccio, con un po’ di difficoltà, evitando di toccare gambe e piedi del giovane handicappato. Non avevo mai incontrato un rikshò condotto da un invalido. Inizia la conversazione e vengo a sapere che...
Il rikshò non è il suo. È di una signora, che lo affida a Rakib perché trasporti i figli da casa a scuola e dalla scuola a casa, regolarmente negli orari giusti e anche accompagni la padrona a fare le spese e le altre commissioni. Il resto del tempo Rakib lo dedica alla gente, secondo le richieste dei passeggeri. Rakib ha il vantaggio di non avere altre spese di manutenzione, riparazione, ricarica delle batterie, che sono a carico della signora.
Gli domando: “Come fai a guidare il rikshò nella situazione in cui ti trovi?”. “Ti faccio vedere”, mi risponde. Accende il rikshò con il pulsante e mi fa fare un giro nel piazzale davanti casa; accelera, gira veloce e frena premendo sul freno idraulico con il calcagno del moncherino destro. Mi dimostra che sa guidare bene. Raccontandomi come si svolge la sua vita quotidiana alla guida del rikshò, più volte manifesta il desiderio di avere un rikshò tutto suo. Non sono riuscito a convincerlo che l’opzione della signora è ottima e generosa, assumendo per sé tutte le spese, ed è quindi facilitato. No, Rakib vuole avere il “suo” rikshò e ha investito tutti i suoi risparmi per acquistarne uno di seconda mano “garantito”. La ONLUS Missionari Saveriani lo ha aiutato coprendo il resto della spesa. Ora Rakib è felice e, se potesse, farebbe salti di gioia. Lui, invalido, ha qualcosa di suo, la sua creatura da tenere pulita e lucidata. Anche i passeggeri si congratulano con lui.
Ogni tanto lo chiamo e mi accompagna per le vie di Khulna, nei vari uffici e negozi. Guida bene, è prudente e riesce a rallentare ed evitare le frequenti buche del traffico cittadino. Ha la patente, ma non ha la licenza: “Non ne ho bisogno - insiste - quando mi vedono, i poliziotti mi lasciano andare”. Io poi lo pago con tariffa doppia: il mio caro rikshowala (conducente di rikshò) la merita.
La bicicletta di Jibon
Lui si chiama Jibon, vuol dire “VITA”; suo fratello minore si chiama Ridoe, vuol dire “CUORE”: fantastici i nomi che le mamme bengalesi danno ai propri figli. Carichi di senso e di affetto.
Da alcuni mesi, Jibon veniva a prendere un sussidio per frequentare i corsi universitari che il papà, malato, non riusciva a pagare per il figlio. Lo aiutava un po’ il fratello che lavorava come aiutante muratore.
Io insistevo con Jibon che, insieme agli studi, cercasse un lavoro interinale per non gravare troppo sul fratello che mantiene la famiglia. A gennaio aveva accettato di lavorare come commesso in uno “Showroom” dalle 10 del mattino alle 21 di sera, per un misero salario di 6.000 taka al mese, l’equivalente di 1,5 euro al giorno. Inoltre, il direttore gli concedeva di studiare quando non si presentassero “clienti”.
Un giorno, Jibon viene a trovarmi con una proposta: “Invece di pagare ogni giorno il biglietto di andata e ritorno se avessi una bicicletta di seconda mano e in buone condizioni, risparmierei molto. Io ci metto 5.500 taka; ci vorrebbe altrettanto e la bici è mia”. Un bel ragionamento per chi deve cercare di risparmiare il più possibile.
Jibon ha ora la sua bici e porta a casa i soldi del risparmio. Purtroppo, ha dovuto spenderli per il funerale del papà, morto di tumore. Ogni tanto viene a trovarmi e mi consegna parte del risparmio “per aiutare altri nel bisogno; sono frutto delle mie... pedalate”, dice sorridendo.







