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P. Giovanni Zaltron è sui novanta

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Padre Giovanni Zaltron è nato ad Anconetta di Vicenza il 21 no­vembre 1920, primo di sei fratelli. Due anni dopo, la famiglia si trasferisce a Creazzo: papà Bepi e mamma Angelina avevano preso servizio presso il barone Giovanni Scola. Risiedevano nella portineria del castello ed erano soprannominati "i tosi del chauffeur", perché il papà era l'autista del barone.

Come racconta p. Giovanni - in famiglia chiamato "Nanni" - era un posto incantevole: il boschetto dei padroni era il regno per i loro giochi e il frutteto era un... paradiso terrestre. Nonostante l'indole irrequieta, Nanni ha frequentato le elementari con discreto profitto.

O mangiar questa minestra...

La mamma aveva sempre desiderato donare al Signore il primo figlio. Il Signore fece il resto. La baronessa Maria Scola Camerini aveva un debole per padre Uccelli e aveva fatto delle offerte considerevoli ai missionari di viale Trento a Vicenza. Ogni anno, la vigilia di Natale, p. Uccelli si recava a celebrare la Messa nella chiesetta del palazzo. L'autista che l'accompagnava era il papà di Nanni.

Così, terminate le scuole, gli viene fatta la proposta di entrare come apostolino presso l'istituto saveriano di Vicenza: è settembre del 1931. La vita in istituto era abbastanza dura. Il vitto non era dei migliori, anche perché mamma Angelina era un'ottima cuoca. Comunque lui mangiava tutto senza obiettare, tranne le rape rosse e la minestra con il latte. Ma p. Uccelli ammoniva: "O mangiar questa minestra o saltar dalla finestra!".

Poesia, flauto e bombardamenti

Non si può certo dire che Nanni fosse un allievo modello: lui stesso ammette che aveva qualche difficoltà con il latino e in matematica. Soprattutto, gli piaceva molto scherzare. Più d'una volta fu minacciato di essere mandato a casa. Comunque, tra alti e bassi, Nanni finisce la quinta ginnasio a Cremona, entra in noviziato a Ravenna e, appena diciottenne, nel 1938 diventa saveriano.

Negli anni del liceo gli studi vanno a gonfie vele. L'ambiente è severo, ma sereno. Oltre alla scuola, ci sono parecchie attività: una "schola cantorum", in cui Giovanni fa degli assolo apprezzati; la rivista "Sicut incensum", fatta a mano con disegni e schizzi, dove egli inserisce i suoi primi versi. Inizia a suonare il flauto e risulta subito dotato, come anche per l'organo.

Alla fine del triennio filosofico viene mandato a Poggio S. Marcello nelle Marche per fare il prefetto. Siamo nel 1942 in piena guerra. Sono anni difficili, di tensioni e paura, tra bombardamenti e rastrellamenti da parte dei tedeschi. Finalmente la guerra finisce e lui inizia l'ultimo anno di teologia: il 20 aprile 1946, Giovanni viene ordinato prete assieme ad altri 12 compagni.

Maneggio dei soldi... altrui

Il suo primo incarico è economo della casa di Vicenza, con il privilegio di restare accanto a p. Uccelli, facendogli da autista sul camioncino nel­le sue visite alle famiglie. Poi p. Nanni è a Grumone e a Desio, sempre come economo, per approdare nel 1949 ancora a Vicenza.

Finalmente nel 1966 arriva il momento della partenza per la missione: destinazione Burundi, con il compito di ammi­nistratore a livello locale e regionale. Assiste alla rivolta etnica degli hutu, seguita poi da altri eccidi in Rwanda e Congo. I camion carichi di prigionieri gli passano davanti, diretti al campo militare, dove vengono ammazzati.

Con la guerra molti missionari sono espulsi, anche con false accuse. Nell'estate del 1977, p. Giovanni è richiamato in Italia e va alla Procura generale dei saveriani a Parma. Finalmente nel 1980 arriva un cambiamento nella sua vita: dopo vari anni passati a occuparsi di economia, è nominato procuratore. Non deve più "maneggiare" soldi, ma trattare con le persone.

A Parma un confratello tenta di convertirlo alla disciplina dello yoga: dopo vari rifiuti, p. Zaltron cede. Ne rimane affascinato e lui stesso ammette di aver subìto una radicale trasformazione: "Lo yoga non è una ginnastica da palestra, ma una disciplina mentale e fisica che coinvolge completamente l'uomo e lo apre in sintonia con l'altro, con l'universo intero e con l'Essere Supremo".

Spirito sempre giovane

In p. Giovanni Zaltron riaffiora continuamente un'antica passione: scrivere poesie. Le raccoglie nel libro "Sotto il segno dello Scorpione". Anni dopo esce un secondo libro, "Passione d'Africa", che parla della sua vita missionaria. Infine pubblica "Svegliarsi ancora domani".

Nel luglio 1995 p. Nanni arriva a Vicenza, dove tuttora risiede. È incaricato di tenere la corrispondenza con i benefattori della casa. È conosciuto anche per i suoi articoli su "Missionari Saveriani" e come poeta: non c'è Natale e Pasqua senza una sua poesia. Sembra un uomo d'altri tempi, nei modi e nel parlare, ma lo spirito di p. Nanni... è ancora giovane.

La vita

Bufere di neve,
tempeste di sabbia,
meriggi infuocati,
gelidi notturni,
tepore d'autunni e primavere,
inesausta follia senza soste,
svegliarsi ancora domani:
meraviglioso domani d'attesa.

Dio della vita,
m'inebria il tuo dono.

  • p. Giovanni Zaltron, sx.


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