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P. Delrio: ''Ricordatemi così'', Un libro ripercorre la storia

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Con la presentazione del libro "Ricordatemi così", il 27 dicembre nella chiesa di San Nicola a Ottana (NU) è stato commemorato il saveriano p. Mario Delrio, a trent'anni dalla morte. Insieme a don Sebastiano Corrias, ai saveriani e ad altri sacerdoti, abbiamo rivissuto il viaggio missionario di padre Mario, iniziato una mattina del 1953, quando il Signore lo ha chiamato a dedicare la sua vita alla missione. Un viaggio durato troppo poco: il missionario è morto in Spagna il 27 dicembre 1978, a soli trentasette anni, a causa di una grave forma di ulcera.

Con gli indio dell'Amazzonia

L'idea del libro è nata in me qualche anno fa. Di Mario avevo solo alcune lettere indirizzate alla famiglia, qualche foto e i ricordi della sorella Caterina. Perciò ho chiesto aiuto ai saveriani, che mi hanno messo a disposizione il materiale che avevano. Volevo che una vita come quella di padre Mario, offerta ai più deboli, non venisse dimenticata.

Il suo viaggio missionario era iniziato a 12 anni, entrando nell'istituto di Massa Lucana, poi a Parma, per proseguire in Spagna, dove ha lavorato come promotore vocazionale tra i giovani. Ma la sua attività più intensa l'ha vissuta in Amazzonia, a fianco degli indio.

In Brasile aveva accusato i primi sintomi della malattia, ma aveva continuato nel suo lavoro, trascurandosi nella salute. Solo quando i superiori lo hanno costretto a lasciare la missione, si era recato per cure negli Stati Uniti, per terminare poi la sua attività in Spagna.

In memoria di p. Mario

Padre Mario, con la sua inseparabile chitarra, lasciava con gran dolore l'Amazzonia e la sua gente, che tanto aveva amato. "Mi sono fatto missionario non per avere tutto; piuttosto per condividere il disagio di quelli che non hanno", scriveva nelle sue lettere.

Il libro "Ricordatemi così" ripercorre le tappe del cammino missionario di padre Delrio, attraverso gli occhi di chi l'ha conosciuto: familiari, amici e confratelli saveriani. L'abbiamo ricordato come lui stesso avrebbe voluto. In una dedica su una fotografia alla mamma, infatti, egli scriveva così: "Ricordatemi così, come adesso, oggi, in cammino verso la morte, verso la vita vera e definitiva. Vostro Mario".

Ecco l'inizio di una poesia in sardo che un amico gli ha dedicato poco dopo la sua morte:

"Sa morte caru Mario a tie puru ti hat dae sos tuos divididu, cun su sou proceder vile e duru ti hat tentadu e poi ti hat culpidu, cumplice, certu, su destinu oscuru chi su filu 'e segare hat favoridu, ca in custu procedere inumanu morte e destinu s'istringhen sa manu...".



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