Rayan ringrazia e prega
Rayan Shek era ancora ragazzo quando il padre muore e la responsabilità di badare alla famiglia e specialmente alla madre anziana cade su di lui. Abbandona la scuola e si mette a lavorare nel campo edilizio come aiutante muratore.
Improvvisamente, sul lavoro picchia malamente il ginocchio sinistro. Per vari giorni sta male e nel luglio 2023 il medico gli comunica che aveva un tumore alla gamba. In questo stato, senza poter ricevere una cura seria ed efficace, trascorre molto tempo vagabondando qua e là, senza meta. Per un intervento occorrevano molti soldi e lui non ne aveva. E in Bangladesh non esiste un’efficace assistenza sanitaria pubblica.
“Finalmente, un giorno ho conosciuto p. Marcello, che mi ha aiutato anche economicamente. Il 31 luglio 2024 sono stato operato e mi hanno amputato la gamba sinistra, appena sotto il ginocchio. Eravamo nell’indigenza estrema. Ma come potevo mantenere la famiglia in quelle condizioni? Ancora una volta è venuto in aiuto p. Marcello. Ho potuto comprare un auto-rikshò a batterie per il trasporto passeggeri, come fosse un normale taxi di piccole dimensioni. Ora posso onestamente guadagnare da vivere e far felice la mamma”.
A un anno e mezzo dall’intervento, è giunto il tempo per sistemare la protesi. A Savar, non lontano dalla capitale Dhaka, c’è un’officina ben attrezzata per ogni tipo di protesi e una palestra per ridare agli invalidi la fiducia nel cammino. Abbiamo concordato per una protesi buona, robusta e non molto costosa.
Dopo aver ricevuto la protesi, Rayan esprime la sua profonda riconoscenza con questo messaggio: “Sono veramente contento. Ringrazio p. Marcello e tutti coloro che hanno contribuito e collaborato in vari modi. Il Signore vi benedica donandovi salute e felicità. Voi pregate per me Allah-Dio Misericordioso, perché io possa camminare e vivere bene con questa nuova gamba, di cui mi prenderò cura come fosse la mia. Sono riconoscente a tutti gli amici per l’aiuto che mi avete dato. Dio vi benedica e ricompensi per la vostra grande carità. Grazie di cuore!” (Rayan Shek).







