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La storia di Fufu /3: Arance che galleggiano nel lago

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Nella vita di Fufu c'è un episodio piacevole, che merita di essere raccontato. Protagoniste sono le arance. Fufu non frequentava la scuola e così durante la mattinata, mentre gli altri bambini erano in classe, si fermava a pescare sulla sponda del lago, proprio davanti alla scuola.

Un tesoro da custodire

Un giorno, verso le dieci del mattino, ho visto arrivare una grossa piroga, carica di arance, proveniente da Igiuì, una delle numerose isole del lago Kivu. Le arance venivano trasportate per essere vendute al mercato di Bukavu, il capoluogo della regione.

Vedendo quelle belle arance, pensai di acquistarne un bel quantitativo per Fufu e per la sua numerosa famiglia. Dopo averle scelte, le ho fatte scaricare sulla sponda del lago. Poi, ho mandato a chiamare Safina, la mamma di Fufu, perché venisse alla scuola con una grossa cesta per prendersi le arance.

In attesa dell'arrivo della madre, mentre Fufu custodiva gelosamente le sue arance, per i ragazzi della scuola era giunta l'ora della ricreazione. I colpi battuti contro il cerchio di una ruota di camion, appeso al ramo di un albero, scandivano che l'arrivo dei ragazzi nel cortile era imminente. Fufu intuì che non avrebbe potuto salvare le sue arance dalla furia dei ragazzi. Allora, per salvare il regalo, iniziò a gettarle tutte nel lago velocemente, una dopo l'altra. Per ultimo, si tuffò anche lui in acqua.

Il bagno nel lago

Ricordo che Fufu guizzava nell'acqua agile come un pesciolino. Nuotando, cercava di rincorrere le arance per riportarle tutte unite sotto il suo controllo, comprese quelle che si stavano allontanando di più, verso il largo. Gli scolari, in attesa di tornare in classe, si erano schierati in piedi sulla sponda del lago ad osservare Fufu indaffarato a tenere unite le "sue" arance.

I ragazzi non potevano permettersi di scendere in acqua, perché c'era il divieto di presentarsi in classe con i pantaloni bagnati. Pertanto, restando sulla riva all'asciutto, con divertiti appelli a più voci, si limitavano a supplicare Fufu perché lanciasse verso di loro qualche arancia, ma senza successo.

Appena gli studenti rientrarono in classe, Fufu accostò le arance verso la riva e cominciò a lanciarle fuori dall'acqua, verso sua mamma che, nel frattempo, era già arrivata nel cortile con la cesta per raccoglierle e portarle a casa, felice... come una pasqua.



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