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P. Lorenzo Caselin (classe 1923), per i suoi cari Beppino, salito al cielo il 31 gennaio, ha avuto una vita straordinaria. La sorella Virginia ci ha inviato alcuni brevi ricordi della loro vita di famiglia. Meritano di essere pubblicati e conosciuti da tutti.

Prima delusione a 5 anni (4 gennaio 1928), giorno della nascita della sorellina.

Beppino è in grande attesa dell’arrivo della Befana. Improvvisamente sente il pianto di una bambina.

Corre sulle scale per raggiungere in fretta la stanza da letto e con grande delusione vede, al posto dei dolci e delle caramelle della Befana, una bambina dai capelli scuri. Decide subito di correre ai ripari.

In fretta, si avvia dal rivenditore di dolciumi e gli propone un vantaggioso scambio: avrebbe consegnato in un sacco la bambina appena arrivata, per avere in cambio un grosso contenitore di caramelle. Il titolare del negozio finge di accettare, ma subito avvisa del pericolo la mamma di Beppino.

La mamma e uno zio attendono il ritorno del bambino, salgono silenziosamente le scale e vedono Beppino con un sacco aperto pronto per infilare la sorellina.

Senza gridare, lo mettono dentro il sacco e lo portano in cucina. Malgrado le urla e i pianti, sarà liberato solo dopo promesse di un comportamento più consono.

Un affettuoso aiuto (dicembre 1942)

È il primo giorno di lavoro per la sorella Gina presso l’Ufficio imposte di Schio, a 4 chilometri da casa.

La zia le ha regalato, per l’occasione, una vecchia bicicletta, ma la ruota anteriore ha il copertone rotto e nessuno in famiglia ha i soldi per sostituirlo. La mattina, quindi, di buonora, la mancata ciclista si sta incamminando per andare in ufficio a piedi. Pioviggina e le strade non sono asfaltate.

Improvvisamente, vede in cortile la bicicletta sulla quale Beppino aveva montato la ruota della sua tanto amata bici da corsa. Parte felice, ma, mancando il parafango, l’acqua sporca della strada schizza sul volto della misera neo-impiegata. Alla sera, solo un abbraccio affettuoso ha potuto consolare i due fratelli...

Buono e generoso (7 ottobre 1945)

Finalmente liberato dalla prigionia, il piccolo Alpino sta ritornando a casa. Alle spalle si lascia il campo di concentramento di Skoki, il campo di prigionia di Nancy, di Poznam e l’ultimo di Kiev, in Ucraina.

Il suo sogno è festeggiare il rientro, subito dopo il passaggio del confine, assieme ai suoi amici internati. Finalmente entrano nel primo bar italiano. Con grande entusiasmo può gridare: “Offro da bere a tutti!”.

Sfila dalla cintura una moneta da 5 lire, custodita con tanta cura durante la prigionia. Il barista lo guarda con un po’ di ironia e gli comunica che, con quella moneta, potrebbe pagare un solo bicchiere di vino.

Contagiato dalla generosità di Lorenzo, il barista offre da bere a tutti quei poveri reduci. Ora Beppino  può ritornare a casa, accolto con tanto amore da tutta la famiglia.



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