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Mentre scrivo, la primavera è ancora lontana e l'inverno pare più lungo che mai. La nebbia domina sovrana e la pioggia sembra senza fine. In molte zone della nostra penisola l'acqua ha riempito fiumi e canali, ha distrutto argini e strade, ha inondato paesi e case fino al primo piano.

Essere sempre pronti

Viene spontaneo farsi molte domande per cercare di capire se è tutta colpa del destino o anche colpa di noi uomini che abbiamo costruito su colline franose e su letti di torrenti, svuotati nella siccità ma pronti a riempirsi d'acqua in stagioni piovose e a esondare come cascate, causando distruzioni e sofferenze.

Domani è un altro giorno. Forse tornerà il sole con la bella stagione; e forse noi uomini impareremo a rispettare la natura e a prepararci ai prossimi inverni.

Nessuno conosce il futuro, anche se tutti lo desideriamo. Solo Dio lo conosce e anche Gesù, suo Figlio. Ma ai suoi apostoli, che desideravano sapere quando sarebbe giunto l'ultimo giorno, Gesù non lo ha detto. Li ha piuttosto esortati con queste parole: "State pronti poiché non conoscete né il giorno né l'ora, quando il Figlio dell'uomo verrà". Essere sempre pronti: ecco ciò che conta di più!

Non avremo più paura

"Oggi vengo a casa tua". Queste sono le parole che Gesù ha detto a Zaccheo, il pubblicano, che era salito su un albero per vederIo, circondato da una grande folla. Egli era molto ricco - nota l'evangelista Luca - ma quando il Signore lo chiamò e gli disse, "Scendi in fretta; oggi devo fermarmi in casa tua", Zaccheo obbedì immediatamente e accolse Gesù pieno di gioia.

La folla mormorava perché il maestro era entrato in casa di uno strozzino. Forse non aveva sentito le parole di Zaccheo. "Do la metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno gli renderò il quadruplo". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in casa tua, perché il figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare chi era perduto".

Queste parole del Signore sono certamente rivolte anche a noi, quando lo accogliamo ogni giorno nell'Eucarestia e decidiamo prontamente, come Zaccheo, di cambiare vita e di spogliarci del superfluo per aiutare i più poveri. E non avremo più nessuna paura, né della malattia né della morte, e sapremo accogliere Gesù pieni di gioia,

facendo nostre le sue parole: "Grazie, Signore, di avermi cercato e salvato e portato a casa tua, in paradiso!”.



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