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Sudan: Cristiani in preghiera frustati e imprigionati

Riunirsi in preghiera può costare molto caro. I leader di 10 denominazioni cristiane hanno protestato con il Governo del Sudan per il trattamento riservato ai cristiani. Oltre 100 fedeli sono stati arrestati ed hanno subito dure condanne, in seguito ai disordini scoppiati per la cancellazione di una celebrazione ecumenica pasquale. Un aereo, con a bordo il vescovo di El Obeid, mons.Macram Max Gassis in visita pastorale ai cattolici del Sudan centrale, è stato attaccato in aeroporto nella regione dei monti Nuba dalle truppe governative. Il vescovo e i membri della sua équipe sono sani e salvi, ma un uomo della sicurezza è stato ucciso e due civili feriti. Il regime di Khartoum considera da sempre il vescovo un ostacolo nel tentativo di demoralizzare e cacciare la popolazione dei monti Nuba, ricca di risorse. In una denuncia l’organizzazione Christian Solidarity Worldwide ricorda l’articolo 24 della Costituzione sudanese che garantisce libertà di religione e di culto, e assicura la coesistenza delle religioni. Il Governo di Khartoum continua a perseguitare i cristiani sudanesi.

Secondo CSW, il pastore evangelista tedesco Reinhard Bonnke doveva presiedere una celebrazione ecumenica nella Green Square di Khartoum. Nel 2000 egli aveva già organizzato una simile liturgia e non si era verificato nessun incidente. Come di consueto, le Chiese cristiane hanno versato alle autorità civili la somma di 2.400 dollari per l’affitto della piazza. Ma le autorità hanno insistito per un trasferimento, dirottando la celebrazione in un sobborgo abitato da fondamentalisti islamici. Questi, prima della celebrazione, hanno sobillato la popolazione con sentimenti anti-cristiani, accusando il reverendo Bonnke di essere "uno stregone infedele e un blasfemo cristiano".

Data l’atmosfera di minacce, i leader delle Chiese hanno deciso di annullare la liturgia, ma molti cristiani, ignari del fatto, si sono riversati nella Green Square, seguendo l’annuncio dato in precedenza. L’arrivo della polizia ha creato disordini: gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e la forza per disperdere i cristiani. Alcuni hanno risposto con una sassaiola. Durante la dura repressione, tre persone sono state ferite con colpi d’arma da fuoco e altre brutalmente malmenate. La cattedrale di "Tutti i Santi", dove numerosi cristiani erano riuniti per pregare, è stata seriamente danneggiata dagli attacchi della polizia.

Molti gli arresti: 57 degli arrestati sono stati processati senza assistenza legale. Per 48 di loro la sentenza è stata di 20 frustate. Nel sistema vigente, la flagellazione è riservata a reati come consumo di alcolici o relazioni sessuali illecite. La pena comminata agli altri 48 cristiani è stata 20 giorni di prigione.

Macao: Duemila cattolici a una processione quaresimale

Nonostante la recente annessione alla Cina (da alcuni ritenuta un pericolo per la religione), la tradizionale processione di inizio Quaresima ha riunito a Macao più di 2 mila cattolici, che hanno sfilato dietro la statua di Cristo. La processione dura due giorni (il sabato e la prima domenica di Quaresima) e fa seguito ad una novena di preghiere. Partendo dalla chiesa di s.Agostino, essa si conclude in cattedrale. Secondo le testimonianze raccolte sul luogo, nonostante la partenza dei portoghesi e l’annessione alla Cina, il cristianesimo si è radicato più saldamente nell’isola, fugando i timori di una recessione a cui molti credevano.

Mozambico: L’uccisione d’un giornalista

Chi ha ordinato che Carlos Cardoso, il giornalista più popolare e più temuto del Mozambico, venisse trucidato a raffiche di mitra da uomini a volto scoperto, la sera del 22 novembre, in una delle strade più frequentate di Maputo? La cornice in cui inquadrare questa esecuzione in puro stile mafioso (seguita, qualche ora dopo, dal taglio della lingua a Custódio Rafael, primo cronista radiofonico a denunciare il delitto) è quella delineata con sintetica forza dallo scrittore Mia Couto nella sua orazione funebre per l’amico massacrato:

"I responsabili di questa morte sono coloro che si arricchiscono a qualsiasi costo e alle spalle di chiunque, accumulando fortune con ogni sorta di traffici. E questi agiscono sotto lo sguardo passivo di chi dovrebbe garantire l’ordine e combattere questa barbarie".

Per capire quanto sarà difficile venire a capo della verità basta ripercorrere la storia così normale e così straordinaria di un giornalista integro e cocciuto che qualche settimana prima di morire confidò alla moglie: "La vita mi ha dato più di quanto mi aspettassi".

Vietnam: Nuovo leader, stessa politica

Novità ai vertici del Partito Comunista del Vietnam, riunito in congresso: la Segreteria del partito passerà dal dimissionario Le Kha Phieu a Nong Duc Manh, presidente dell’Assemblea Nazionale dal 1992 e appartenente a una minoranza etnica del Nord. Secondo alcuni osservatori, la nomina di Nong Duc Manh dovrebbe accelerare il processo di riforme. Le nostre fonti in Vietnam ritengono che il cambio al vertice del partito non sarà una svolta nella politica del governo vietnamita. "I segnali non sono incoraggianti: all’inaugurazione del congresso, Nong Duc Manh, salutando le delegazioni estere, si è rivolto per primo a quella del Laos, poi quella della Cina. Il gesto ha un valore simbolico e indica la volontà di restare nel solco delle politiche del passato".

Si è pessimisti su un mutamento di rotta politico, specialmente per la libertà religiosa; improbabile che la situazione della Chiesa migliori. Per una chiara valutazione degli orientamenti politici, si dovrà comunque attendere la formazione del nuovo Governo. Per le questioni di libertà religiosa, la Chiesa vietnamita aspetta la nomina dei membri dell’Ufficio per gli Affari religiosi. Intanto in Vaticano si attende l’insediamento del nuovo Governo. L’esecutivo dovrà fissare la visita della delegazione vaticana: esponenti della Santa Sede e funzionari del nuovo Governo vietnamita si incontreranno in Vietnam.

Bhutan: Le autorità ai cristiani: abiurate o lasciate il Paese

I cristiani in Bhutan affrontano la più aspra persecuzione della loro storia: piccolo gregge (solo 65 mila), sono terrorizzati e minacciati: "Abbandonate la vostra religione, o lasciate il Paese!". Il Bhutan, l’unico regno buddista del mondo, non ha una costituzione che garantisce i diritti dei cittadini. Non vi è nel Paese nessuna garanzia legale per la libertà di religione. Il buddismo è la religione di Stato e i non buddisti soffrono discriminazioni politiche e sociali. Il 70% della popolazione (quasi 2 milioni di persone) è costituito da buddisti lamaisti, il 24% è hindu, il 5% musulmana.

La persecuzione contro i cristiani è ora estesa e sistematica, villaggio per villaggio.

Ultimamente autorità civili e agenti di polizia hanno rastrellato le chiese per registrare i nomi dei credenti. Molti pastori protestanti sono stati arrestati, hanno subito interrogatori e minacce di lunga detenzione. Altri fedeli sono fuggiti per paura di essere identificati. La campagna persecutoria è scattata nel 2000, quando il Governo ha inviato a impiegati pubblici e privati speciali moduli da compilare. I moduli chiedevano ai cristiani di sottoscrivere "norme e regole che sovrintendono la pratica della religione". Le pene per i credenti di religione cristiana sono: impossibilità di una libera educazione per i bambini, nessuna assistenza medica, divieto di viaggi all’estero e altre sanzioni.

Un cristiano del Bhutan afferma: "È in atto nel Paese una persecuzione molto dura. Ai cristiani si impone di abiurare o lasciare il Paese. La libertà di religione è stata spazzata via. In alcune città i cristiani sono malmenati a causa della loro fede e non possono più riunirsi. Non hanno promozioni sul lavoro, subiscono licenziamenti immotivati, espulsione dal Paese, revoca delle licenze commerciali e diniego di tutti i benefici dell’assistenza pubblica".

Corea: Le suore si interrogano sull’uso dei mezzi moderni

L’uso dei mezzi elettronici tra le religiose della Corea danno origine a dispute sia tra i laici cristiani, come anche nelle comunità: c’è chi è favorevole e chi si dimostra contrario, nel timore che l’utilizzo di tali mezzi danneggi l’immagine delle suore agli occhi del Paese. La televisione "Digital 35,5" ha mostrato ultimamente una giovane monaca, rivestita con abiti religiosi, intenta a "chattare" su di un computer. All’inizio d’una conversazione elettronica la suora, presa dal dubbio, ha chiamato la Superiora. Questa, seguita da un gruppetto di consorelle, si è informata del problema. Senza dire una parola, la più arcigna delle suore ha afferrato il mouse del computer e ha cliccato: "Sì". Tutte hanno sorriso.

La televisione ha continuato il suo show mostrando una suora cattolica percorrere in bicicletta un sentiero di campagna diretta ad un incontro interreligioso. Ad un tratto la suora, scorgendo una monaca buddista che procedeva a piedi, la invitò a salire con lei. La dissolvenza televisiva mostra le due giovani che sorridenti continuano il viaggio tutte e due sulla bici. Commentando la trasmissione la laica Angela Cho Mi-ra afferma che vedere queste scene l’hanno aiutata a conoscere meglio la mentalità e le caratteristiche di chi vive in convento, dal momento che la gente sa molto poco della vita che le suore conducono dietro le mura dei monasteri.

Cuore Amico 2000: Raccolti oltre 8 miliardi

È confortante conoscere come gli associati di "Cuore Amico" rispondono generosamente agli appelli: 8 miliardi e 200 milioni di lire inviati lo scorso anno nel Sud del mondo; 60 miliardi di lire destinati per l’assistenza ai Paesi poveri in venti anni di attività. È questo il bilancio dell’associazione Cuore Amico, fraternità di Brescia, che sostiene attività di sviluppo e promozione umana nelle zone più svantaggiate del pianeta, in cooperazione con missionari, religiosi e laici. L’associazione, presieduta da don Armando Nolli e diretta da don Mario Pasini, indirizza la propria azione verso vari settori, che spaziano dal sostegno a progetti di sviluppo, alla formazione, agli interventi per situazioni di emergenza. Negli ultimi tempi è stata fra i promotori di varie Campagne (Sud Sudan, Chiama l’Africa, Contro le mine, per il Condono del debito). La "Campagna pozzi" ha consentito di raccogliere 860 milioni di lire, per la realizzazione di 86 pozzi. Cuore Amico si occupa anche delle adozioni a distanza.

Egitto: Solo il 33% delle donne è alfabetizzato

In occasione della Giornata mondiale della donna, la Caritas nazionale egiziana ha lanciato una Campagna di alfabetizzazione della donna, particolarmente di quelle cristiane che abitano in città o nei dintorni. Parlando della situazione della donna nel Paese, p.Paolo Sorkis, responsabile della Caritas, ha fornito queste cifre: su 66 milioni di abitanti, in Egitto le donne costituiscono il 48%; di esse solo il 33% sa leggere e scrivere: la percentuale degli uomini sfiora il 63%. La scuola è obbligatoria dai 6 ai 12 anni, ma molti non la frequentano. La spesa per l’istruzione in Egitto rappresenta il 6,7% della spesa pubblica.



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