Noi non ti dimenticheremo mai
Sulla pagina di Brescia, numero di aprile, abbiamo letto gli aggiornamenti sull’ospitalità alle famiglie ucraine. È incredibile leggere certe storie, anche alla luce di ciò che accade quotidianamente sulle nostre coste… Claudio, Brescia
Caro Claudio, care lettrici e cari lettori,
l’aggiornamento sull’accoglienza delle famiglie dai saveriani di Brescia è in continuo sviluppo. Scrivo mentre abbiamo appena salutato una famiglia che ha deciso di lasciare la città e l’Italia per tornare in patria. Troppa la nostalgia di casa, soprattutto per le generazioni un po’ più avanti negli anni. Il desiderio di tornare è superiore al rischio di trovare la propria casa distrutta, di vivere in bilico, tra il rischio di un bombardamento e con la luce e l’acqua ad intermittenza. Sono stati saluti sinceri, abbracci calorosi e lacrime nemmeno troppo trattenute, dopo 13 mesi in cui qualcosa è stato condiviso. Il loro futuro potrebbe essere Oltreoceano, almeno per la parte più giovane della famiglia. Italia luogo di transito, di passaggio, per cercare migliori fortune, una nuova accoglienza, burocrazia meno invasiva… aspetti che si conoscono, ma che spesso fa comodo tenere nascosti per convenienza. Un altro viaggio, forse, ma prima sarà solo casa, sperando di trovarla ancora intera. Ci hanno ringraziato per quello che hanno ricevuto, in particolare l’operatrice Caritas che se li è presi a cuore anche oltre le sue competenze, la sua professionalità e l’orario lavorativo. Abbiamo ricevuto tanto da questi scambi di umanità, nonostante le differenze linguistiche e la disabilità che li riguarda (sono sordomuti fatta eccezione per nonna e nipote). Di sicuro, abbiamo dato meno di quello di cui avrebbero avuto bisogno. È proprio vero che dietro un volto si nasconde una storia, una persona da ascoltare, spesso da consolare. E se è successo qui, immagino cosa possa rappresentare per chi ogni giorno si trova ad affrontare situazioni simili; ci si abitua a certi distacchi? “Cara Emili, che tutti i tuoi desideri si possano avverare. Non ti dimenticheremo mai. Grazie per questo anno insieme! Con affetto, i tuoi compagni della 2ª B”. È stato il messaggio lasciato con tanto di fotografia di classe. Speriamo davvero che il ‘bene’ ricevuto possa aver cacciato indietro gli orrori e le privazioni di una delle assurde guerre del nostro tempo.







