Anche questa è missione
Alla fine degli anni sessanta, reduce dai pochi anni di missione, non mi sentivo bene né nel corpo, né nel morale. Un giorno, quasi per caso, mi è capitato di entrare nello studio medico di un rinomato primario di Bologna e docente all'università. Il professore, a quei tempi, era impegnato con i suoi allievi e tutto il reparto a provare un metodo di cura particolare. Al centro delle loro attenzioni c'era non solo la salute del corpo, ma la salute della persona.
Di fronte a un paziente missionario, il primario si sentì in dovere di restituirmi quanto prima alla missione, come contributo suo e della sua équipe all'opera missionaria.
La missione anche qui
Dopo quasi mezzo secolo, rispondendo ai miei affrettati auguri pasquali dalla Sardegna, dove ero stato “in missione” per un mese, quel professore mi ha scritto queste righe:
“Quando mons. Conforti ha creato l'ordine dei missionari saveriani non poteva certo immaginare che, oltre a portare il messaggio cristiano in terre tanto lontane o a riferire al nostro popolo nelle giornate missionarie del modo in cui il vostro messaggio è accolto, un giorno sarebbe diventato necessario creare le missioni anche nel nostro tessuto culturale e sociale, che sta dimenticando il proprio patrimonio religioso e spirituale”.
Ogni episodio che vi presento in questa pagina della nostra cronaca mi sembra prenda luce proprio da quanto mi scrive l'amico professore. Anche questa è missione e perciò mi dà gioia.
Gli studenti della Gregoriana
La facoltà di storia ecclesiastica dell'università Gregoriana di Roma, sotto la guida del professor padre Rizzo, ha dedicato due giorni allo studio della storia ravennate dal vivo, ovvero direttamente nei luoghi, monumenti e basiliche della città. Studenti e professore hanno scelto la casa saveriana di San Pietro in Vincoli come base logistica. Dei 40 allievi, molti dei quali sono già sacerdoti, solo due erano italiani e solo due donne, una religiosa e l'altra laica. Provenivano davvero da tutto il mondo e sono in attesa di far ritorno ai propri paesi.
Padre Rizzo ci ha confidato che almeno la metà di loro, saranno i futuri vescovi delle nostre missioni. Se si avvera questa previsione, i sacerdoti-studenti ricorderanno che, almeno per due giorni, i saveriani li hanno aiutati a prepararsi al loro ministero. Anche questo lo consideriamo missione.
Attività in Sardegna
Sotto l'aspetto di “missione”, come ne ha parlato il caro primario di Bologna, è stato significativo l'impegno di padre Giorgio Masi. Infatti, su richiesta dei saveriani di Cagliari, p. Masi in marzo ha predicato due turni di ritiro spirituale a oltre 200 zelatrici missionarie della Sardegna.
Anch'io, per un mese esatto, sono stato per quattro turni delle Quarant'ore in quattro parrocchie cagliaritane, svolgendo anche altri servizi pastorali. Il passaggio da una zona pastorale all'altra, spesso tanto diverse, è un arricchimento sia per la missione sia per il missionario, proprio perché è... missione.








