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Un’unica, grande famiglia: familiari ed ex allievi

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Anche per il 2026, si è svolto a Cagliari il tradizionale incontro con i familiari dei Saveriani e delle Saveriane sardi. Gli anni passano e si sentono, ma con tanto piacere cerchiamo di essere presenti per stare insieme e scambiarci notizie. Hanno risposto presente i parenti di Cossu, Ibba, Abis, Muscas e Meloni. In totale una ventina di persone. 

Padre Tonino Melis, di Tuili e da 40 anni missionario in Ciad e Camerun, ci ha presentato la storia della presenza saveriana da quelle parti, iniziata nel 1982, anche per trovare luoghi diversi dove mandare i missionari (causa espulsioni dal Burundi). Ci ha raccontato che all’inizio hanno trovato piccole comunità nei villaggi (soprattutto di donne), problemi con le strade, difficili da percorrere nella stagione delle piogge. Si è cominciato, piano piano (parola dopo parola) a studiare le lingue locali e a conoscere la cultura. Padre Tonino ha compiuto ricerche linguistiche (vedi il suo libro “L’uomo che cercava parole”), poi è iniziata la traduzione dei 4 Vangeli. Pochissima gente conosceva e parlava il francese. I giovani partivano per custodire le mandrie delle mucche e per farsi una dote per il matrimonio (10 mucche per la fidanzata). 

Alla fine degli anni ’80, inizia l’istruzione dei giovani che doveva tenere in considerazione la molteplicità delle lingue (nell’Ovest del Paese ci sono 135 villaggi, ciascuno con la propria lingua). Si sviluppa la collaborazione con alcune università italiane ed europee per mandare alcuni giovani a studiare; nel frattempo si continua lo studio sulle lingue locali (grammatiche e vocabolari, radio locali…). Nei villaggi sono ancora vive le tradizioni ed è bene conoscerle per poter trasmettere il messaggio del Vangelo. Il lavoro è tanto, ma c’è la voglia di continuare ed è per questo che p. Tonino continua la sua missione, divisa tra 6 mesi in Africa e 6 mesi nella cura del Museo Etnologico a Parma. 

Presso la sua parrocchia in Ciad, è stato creato un Centro Culturale. Si tratta di un museo con strumenti per la ricerca, sala multimediale e biblioteca, per permettere ai giovani di studiare, conoscere meglio la propria cultura e crescere, anche imparando qualche mestiere. 
Conclusa la testimonianza di p. Melis, ci siamo ritrovati per la Santa Messa e poi il pranzo, preparato con cura da Patrizia e Angela, a cui va il nostro grazie.


A Baratili San Pietro, si è svolto il raduno degli ex apostolini Saveriani. L’incontro, ben organizzato dal sindaco Alberto Pippia, anch’egli ex apostolino, ha visto una nutrita partecipazione proveniente da tutta la Sardegna.

Il parroco don Valerio Casula, prima della celebrazione Eucaristica, ha accolto con gioia i partecipanti. Nel suo intervento, ha evidenziato la bellezza dell’incontro, fatto di ricordi, amicizia e fede condivisa, di una storia che continua con valori e legami sinceri e di quel seme missionario che, grazie ai Saveriani, è stato piantato nei loro cuori ed ancora porta frutto.
Alla Messa, presieduta da p. Tonino Melis, ha partecipato anche la comunità baratilese. È stata concelebrata, oltre che dal parroco, anche da mons. Roberto Caria, Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Oristano, che ha portato all’assemblea il saluto dell'intera diocesi e la benedizione dell’Arcivescovo mons. Roberto Carboni.

ca ex apostolini baratili 11 aprile 2026 4Di grande interesse la proposta sulla costituzione dell’associazione Odv (Organizzazione di volontariato) come ex allievi, che potrebbe permettere di costruire “ponti saveriani” e di fornire un concreto aiuto alle missioni, operando in modo organizzato, sostenibile, credibile e concreto.
L’aperitivo di vernaccia offerto dalla Cantina Silvio Carta, il pranzo sociale e la visita al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (con i giganti di Monte Prama e la splendida mostra su tempi e tradizioni remote del territorio del Sinis) hanno concluso la bella giornata. L’augurio è potersi nuovamente incontrare presto, così da condividere un altro bel momento di comunione anche con chi, per diversi motivi, non ha potuto essere presente.
Grazie ad Alberto Pippia, a don Valerio Casula e all’intera comunità di Baratili S. Pietro per l'accoglienza e la perfetta organizzazione.



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