Esportare armi, che sostengono regimi autoritari, e alimentano i conflitti e da cui fuggono migliaia di persone che cercano rifugio anche nel nostro Paese, non solo è una follia. È un crimine. È bene ricordarcelo, celebrando il trentennale della legge che impegna il governo a “predisporre misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa”. Una norma, anche questa, mai realizzata. C’è, dunque, ancora molto da fare per attuare una legge di trent’anni fa. Noi non ci scoraggiamo.