''Molti pochi fanno assai…'', La mostra dei presepi 2009
Dopo aver visitato la mostra dai saveriani di Vicenza, molti visitatori hanno rilasciato i loro commenti. Questi sono stati i più comuni: "Stupenda l'idea di rappresentare la natività e la fede nelle varie parti del mondo, per aiutare quei paesi poveri che hanno bisogno". "Quest'anno la mostra del presepio missionario era più curata. I presepi erano ancora più belli degli altri anni, anche nei loro dettagli".
Oltre 30mila visitatori
In conclusione della mostra ci viene spontaneo pensare che, con la preziosa collaborazione di tante persone, si riescono a realizzare progetti che sembrano impossibili. Quando si è soli, senza tante relazioni, si ha paura di dare avvio a iniziative grandi e avventurose. Quando, invece, c'è una reale collaborazione da parte di tante persone che danno il loro generoso contributo, allora si superano facilmente mille difficoltà.
La mostra dei presepi è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra i missionari e un nutrito gruppo di volontari, donne e uomini - un centinaio tra pensionati, giovani e famiglie - che hanno dato una mano. E i risultati si sono visti. Quest'anno i visitatori alla mostra sono stati oltre 30mila. L'ultimo giorno è arrivato anche un pullman dalla Slovenia. Ci ha fatto visita, con gradita sorpresa, anche un cast della televisione nazionale del Bangladesh, venuto a filmare i luoghi d'infanzia di p. Marino Rigon.
Guardiamo avanti
I presepi più ammirati e desiderati sono stati quelli dei bambini, con l'igloo e i pinguini. Ben organizzata è stata la conclusione della mostra, in cui tante classi e parrocchie hanno riportato il loro presepio con il salvadanaio, contenente i risparmi raccolti durante l'avvento e il Natale. Tra genitori e bambini, nel salone c'erano più di 300 persone.
È doveroso ringraziare tutte le persone che hanno collaborato a questa mostra: dagli artisti che hanno donato per le missioni qualche loro creazione, fino al boscaiolo che ci ha dato i legni per fare la base a tanti presepi. E ora giriamo pagina e guardiamo avanti.
C'è ancora tanta strada da percorrere per formare una cultura missionaria, unendoci tra noi per dare di più a chi non ha il grande dono della fede cristiana.








