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Missione in Sierra Leone, La visita ha ravvivato la memoria...

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La visita a Gallico di due sacerdoti della Sierra Leone ha suscitato in me i ricordi della missione in questo piccolo Paese dell’Africa occidentale. Una nazione benedetta da Dio con tante ricchezze: pesce, terre fertili, minerali preziosi. Ma soprattutto, una nazione ricca di gente generosa.

Quel giorno del 1950

Azzolini3Una leggenda del luogo racconta che Dio, dopo avere creato il mondo e distribuito le sue ricchezze, portò gli angeli a vedere l’opera compiuta. Arrivati in Sierra Leone, vedendo le immense ricchezze del paese, gli angeli si permisero di fare un'osservazione al loro Dio: "Sei stato troppo generoso con questa terra tanto da farne un paradiso. Eppure qui vive la gente più misera del mondo, che non si gode né la terra né il paradiso!". Per rimediare, Dio mandò i missionari.

Era un giorno d’estate del 1950. Quattro saveriani raggiunsero il molo del porto di Genova e si presentarono al capitano di una nave merci in partenza per l’Africa. “Siamo missionari. Abbiamo prenotato un passaggio sulla vostra nave per il porto di Freetown in Sierra Leone”. Il capitano li guardò stupito e disse: “Impossibile! Questa nave è al suo ultimo viaggio; è tutta crepata!”. In effetti, quella carretta non offriva molte garanzie, ma i quattro dovevano partire; qualcuno li aspettava. Il capitano si convinse e, facendo il segno di croce, li accettò come passeggeri. Tutto andò bene!

Il lavoro continua anche oggi

Era la stagione delle piogge. Le strade di Freetown erano piene di pozzanghere fangose, che fecero presto cambiare colore alle candide vesti dei quattro missionari, nuovi arrivati. L’afa umida rendeva il respiro pesante e faticoso, ma il desiderio della missione fece dimenticare i disagi.

Il loro desiderio missionario fu subito soddisfatto con un lungo viaggio di trecento chilometri verso l’interno del paese. L’alloggio era una casa nativa assai fragile, con insetti e animaletti di ogni genere. Il campo di lavoro era enorme e la divisione fu fatta secondo i punti cardinali: p. Serafino Calza a nord; p. Camillo Olivani a ovest; p. Attilio Stefani a sud; p. Augusto Azzolini a est.

Con il passare degli anni il numero degli “operai” crebbe. Crebbero anche i sacrifici e ci fu anche qualche martire. Sono passati da poco cinquant’anni da quegli stentati inizi e il campo è fiorito. Ciò che è gradito a Dio non può che prosperare. Ne sono la prova le numerose strutture pastorali sempre affollate: chiese, scuole, ospedali; e soprattutto il clero locale che già gestisce metà della diocesi. Tutto parla della bontà del vangelo, che conquista gli animi. Il lavoro della nostra famiglia missionaria in Sierra Leone continua.



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