Missione in Brasile e ritorno
Il lavoro formativo con i teologi saveriani
A Parma ho studiato teologia. Qui ho incontrato più di ottanta studenti, un’equipe di professori ed educatori, un ambiente che parlava della storia dei saveriani e dell’audace progetto missionario di mons. Conforti. Sono stati anni di apprendimento anche nel servizio alla chiesa locale.
L’incontro con tanti saveriani di passaggio, provenienti da tante nazioni del mondo, mi dava la conferma della scelta che avevo fatto e della serietà delle esigenze che essa comportava.
Sulle rive del fiume Tocantins
Dopo la professione perpetua del 1981 e l'ordinazione sacerdotale l'anno successivo, ho studiato catechetica per tre anni, nell'università salesiana a Roma. Poi, per otto anni, ho insegnato all’istituto teologico a Parma, fino alla sua chiusura nel 1994.
Coltivavo il sogno di partire per l’Indonesia, ma il governo non permetteva più l’ingresso ai missionari. In alternativa, chiesi di poter andare in Amazzonia, attratto dall’esperienza delle comunità di base e dalla teologia della liberazione. Così, a novembre 1994, sbarcavo nel caldo umido di Belém, in Amazzonia.
Ero grato al Signore di avermi condotto fin sulle rive del fiume Tocantins, tra quella gente di cui avevo sentito parlare con tanto affetto da p. Angius. Il primo anno l’ho passato in un clima di stupore e di scoperta. Quel mondo era veramente differente, per certi versi incomprensibile, ma era lì che il Signore voleva che io nascessi di nuovo, nel grembo della terra brasiliana. Ricordo la trepidazione con cui preparavo i primi viaggi in barca per visitare le comunità, il senso di meraviglia e di riconoscenza per tanti gesti di accoglienza e di ospitalità.
Una nuova avventura
Ad Abaetetuba lavoravo al segretariato di pastorale della diocesi. Mi piaceva organizzare gli incontri per verificare e organizzare le varie tappe del cammino della chiesa e delle comunità. Ad Abaetetuba sono stato anche parroco in una parrocchia composta da trentanove comunità, senza una chiesa centrale. Il punto di riferimento era un piccolo centro pastorale con spazi dedicati all’incontro e alla formazione degli animatori di comunità. Passavo il tempo andando di comunità in comunità, visitandole, incontrando la gente, preoccupandomi della loro formazione cristiana e celebrando l’Eucaristia.
Infine, ho trascorso tre anni nella casa saveriana di Belém, occupandomi dell’animazione dei saveriani del Parà. Conclusa la mia permanenza in Brasile, nel 2005 ero di nuovo a Roma per un breve corso di aggiornamento e poi di nuovo nella teologia di Parma. Cominciava un’altra avventura missionaria legata alla formazione degli studenti saveriani. Il resto è cronaca dei nostri giorni...








