Ciad, povertà e tradizioni
Il vangelo si fa strada lentamente
Pare che le agenzie di viaggio sconsiglino ai turisti di avventurarsi verso il Ciad per la sicurezza precaria e per mancanza di strutture di accoglienza. In Europa si parla poco di questo enorme Paese, quasi tutto desertico, inserito tra persi altri stati dell’Africa centrale e settentrionale, che da troppi anni vive un’infinita guerra civile.
Nel mezzo della savana
Insomma, è una nazione che non interessa a nessuno se non a quei pochi che ricavano enormi guadagni grazie al petrolio recentemente scoperto ed estratto già in buona quantità. Il Ciad interessa invece ai missionari e interessa al vangelo. I saveriani sono presenti da 25 anni e sono organizzati in tre comunità, disperse nell’enorme territorio della diocesi di Pala, a sud. Laggiù di spazi ce ne sono tanti e anche la popolazione è abbastanza numerosa rispetto alla media nazionale. Il sud è la zona della savana e chi ci vive si espande sempre più, rubando spazio all’estendersi dell’ormai rara vegetazione. Occorrono territori per coltivare (sorgo, riso, cotone) e per portare al pascolo gli animali (vacche, pecore).
Occhio per occhio...
In Ciad vivono popolazioni perse che conservano gelosamente antiche tradizioni. Queste, spesso, sono un freno per l’accoglienza della proposta evangelica. Ci sono però uomini e donne che iniziano a capire l’annuncio di Dio, a farlo proprio, a viverlo. E incoraggiano anche altri a fare la stessa cosa. Tempo fa, una delle comunità nella savana era sotto chock per un omicidio accaduto durante un funerale. Un giovane aveva ucciso una persona di un villaggio non lontano, probabilmente a causa dell’ebbrezza e di antichi rancori tra i due villaggi. Allora, la famiglia del defunto, come da tradizione, aspettava un membro del villaggio dell’assassino per compiere la vendetta. Occhio per occhio... Naturalmente questo tipo di comportamento porta a una catena di ritorsioni senza fine.
Una pianta che cresce
In una delle mie visite alla comunità ho chiesto ai pochi cristiani presenti cosa stessero facendo per riportare la pace tra i due villaggi. Li ho lasciati riflettere. Dopo qualche tempo, ho saputo che avevano ripristinato un’antica consuetudine. Molte donne venivano dal villaggio rivale e perse delle loro figlie si trovavano spose proprio là. Hanno dunque inviato una delegazione composta dalle mogli originarie del villaggio. In poco tempo sono riuscite a calmare gli animi, facendo rinunciare la gente a propositi di vendetta. Spirito evangelico e tradizioni ancestrali si sono associate a fin di bene. Il vangelo si fa strada discretamente, come la pianticella della parabola che cresce e penta un grande albero.








