Messaggio alle chiese: Libertà religiosa, via per la pace
Dal messaggio del Papa per la 44ª Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio.
Anche il 2010 è stato segnato da terribili atti di violenza e intolleranza religiosa. Risulta doloroso constatare che in alcune regioni del mondo non è possibile professare la propria religione. Negare o limitare la libertà religiosa significa coltivare una visione riduttiva della persona umana, significa rendere impossibile l'affermazione di una pace autentica e duratura.
La libertà religiosa è all'origine della libertà morale. L'apertura a Dio, radicata nella natura umana, è garante del pieno rispetto reciproco tra le persone. Una libertà indifferente verso Dio finisce col negare se stessa e non garantisce il pieno rispetto dell'altro. Se la libertà religiosa è via per la pace, l'educazione religiosa è strada privilegiata per abilitare le nuove generazioni a riconoscere nell'altro il proprio fratello.
La libertà religiosa, pur muovendo dalla sfera personale, si realizza nella relazione con gli altri. La relazionalità spinge le comunità dei credenti a praticare la solidarietà per il bene comune. La strumentalizzazione della libertà religiosa per mascherare interessi occulti, può provocare invece danni ingenti alle società.
Il fanatismo, il fondamentalismo, le pratiche contrarie alla dignità umana, non possono essere mai giustificati, ancora meno se compiuti in nome della religione.
Nel mondo globalizzato, le grandi religioni possono costituire un importante fattore di unità e pace per la famiglia umana, mentre i loro leader sono i primi a essere chiamati al rispetto reciproco e al dialogo. Insieme ai responsabili delle Nazioni rinnovino l'impegno per la promozione e la tutela della libertà religiosa.
La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto. Che tutti gli uomini e le società in ogni angolo della Terra possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace!








