Skip to main content

Mi presento agli amici, Il nuovo rettore di Udine

Condividi su

L'estate 2012, oltre al caldo, ha portato anche diverse novità nelle comunità saveriane d'Italia. A Udine, sono arrivati p. Antonio Guiotto, nuovo rettore al posto di p. Carmelo Boesso che si è trasferito a Desio (MB), e p. Daniele Targa, la cui presentazione per motivi di spazio è rimandata al prossimo numero.

Rientrato dalla missione tre anni fa per problemi di salute, stavo per ripartire quando una casuale caduta scendendo le scale mi ha provocato la rottura del tendine al ginocchio sinistro. Dopo due interventi chirurgici e mesi di fisioterapia, la guarigione è apparsa più lunga del previsto per cui i superiori mi hanno chiesto di rimanere in Italia per qualche anno, per svolgere un servizio di ministero e animazione missionaria, prima nella casa saveriana di San Pietro in Vincoli e ora qui in terra Friulana.

Quei safari in Sierra Leone

Sono arrivato nella comunità saveriana di Udine all'inizio di settembre. La mia esperienza missionaria si è svolta in Sierra Leone nella diocesi di Makeni, dove ho lavorato per 33 anni con diversi incarichi e in varie missioni.

All'inizio pensavo che restare in Italia volesse dire... perdere la missione. Poi ho cercato di vedere tutto con gli occhi della fede e con grande fiducia nel Signore. Ma il mio animo corre sempre ai bei ricordi di tante attività pastorali svolte in Sierra Leone, dove Dio mi ha chiamato a svolgere il ministero di missionario, specialmente nei villaggi più lontani nella zona settentrionale del Paese.

La prima volta del missionario

"Dove andiamo questa domenica?", chiedevo un giorno a Francis, il mio catechista. "Andiamo a Kasankori - rispondeva - un villaggio dove il missionario non è mai arrivato e la gente non ha mai visto l'uomo bianco". La domenica partiamo presto e dopo sforzi sovrumani per superare tanti ostacoli, arriviamo al primo villaggio di Makamaya.

Appena sbuchiamo fuori dalla foresta, vediamo tanta gente correrci incontro dai campi attorno fino alle prime capanne del villaggio. Era la prima volta che vedevano un'automobile arrivare fin là e un missionario bianco al volante. Il villaggio era composto da abitanti di tribù mandingo, tutti musulmani e illetterati perché nella zona non c'è scuola.

Da quel villaggio non si poteva più continuare in auto. Bisognava fare la strada a piedi tra paludi e ripide salite su per le montagne. Sono circa quattro ore di marcia per arrivare a Kasankori. Ogni tanto ci fermiamo, ci sediamo sull'erba e domando ai miei compagni: "Cosa andiamo a fare in questo villaggio? Cosa portiamo a questa gente per farli felici? Non abbiamo niente con noi, nessun sacco di riso o di sale, nessuna medicina, pochissimo denaro...".

È Gesù il tesoro più bello

Nel vedere i miei compagni stupiti e dispiaciuti, dico loro che "andiamo a portare Gesù e il suo vangelo, il tesoro più bello che abbiamo ricevuto".

Ma per portare Gesù, dobbiamo averlo con noi e tra noi come Lui ci ha promesso, quando siamo uniti nel suo nome, cioè quando ci amiamo l'un l'altro come Lui ci ha amato. Dev'essere una presenza visibile sui nostri volti gioiosi e nei modi di comportarci, di salutare, di fare festa...

Arriviamo al villaggio dove la gente ci aspetta con grande gioia. Segue un'accoglienza esplosiva, con danze, suoni dei tamburi, tante strette di mano e parole di stima e affetto. Memori delle riflessioni fatte lungo il cammino, ci facciamo in quattro per salutare tutti con grandi effusioni di gesti e parole di amicizia e d'amore cristiano.

Dopo la Messa e il pranzo, l'addio non finiva più e per noi è stato molto commovente: un segno che quel Gesù che abbiamo portato con il nostro amore scambievole è stato in qualche modo recepito e ha toccato i cuori di molti. "Vieni ancora a trovarci, padre; ti aspettiamo e tante grazie a Kanu Massala", cioè a Dio, come loro lo chiamano nelle loro preghiere.

Ora a Udine, nel cuore del Friuli, voglio continuare la bella tradizione missionaria di tanti giovani friulani che hanno abbracciato la vita saveriana per portare Cristo nel mondo e così condividere con tanti fratelli e sorelle il dono meraviglioso della fede, che il Signore ha fatto alla nostra gente per donarlo ai popoli di tutta la terra.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2185.06 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Novembre 2014
Il sole si è levato caldo e sorridente la mattina di domenica 14 settembre e otto volontari con un saveriano, su tre macchine in fila indiana, da Zel…
Edizione di Giugno/luglio 2018
Sono arrivato a Parma nel 1959. La Casa Madre dei saveriani allora era letteralmente un “Grande Alveare”. C’erano la Direzione Generale dell’Ist…
Edizione di Agosto/Settembre 2016
Da più di quindici anni, i saveriani di Brescia, insieme a un fedele gruppo di volontari, organizzano una mostra missionaria, per conoscere meglio i…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito