Messaggi dalle chiese: C’impegniamo per la pace
Al termine della visita ad limina dal Papa, il 28 maggio i sette vescovi del Burundi hanno rilasciato questo comunicato di impegno. Se ne è fatto portavoce il presidente mons. Jean Ntagwarara.
Noi vescovi del Burundi siamo consapevoli delle sfide che la chiesa e la nazione burundesi devono affrontare in un contesto di conflitto fratricida che, fortunatamente, si sta dirigendo verso l’intesa e la pace. La speranza del popolo si basa sui risultati delle elezioni in corso; ma sarà vana, se non è assicurato il concorso di vari fattori.
Pensiamo principalmente alla ricostruzione interiore delle persone; alla ricostruzione delle infrastrutture economiche e sociali, distrutte dalla guerra; alla riabilitazione della giustizia; alla lotta energica contro la povertà, le malattie endemiche (malaria e aids), l’ignoranza e la corruzione generalizzata.
D’altra parte, quest’opera di pace e riconciliazione globale e totale non può essere realizzata se il Burundi rimane gravato da un debito estero esorbitante e non ottiene dai paesi creditori e dagli organismi internazionali il sollievo da questo peso troppo grave.
Noi lanciamo un appello pressante alla comunità internazionale affinché intervenga urgentemente a sostegno degli attuali sforzi per una pace durevole, attraverso un appoggio finanziario decisivo, perché il Burundi non ricada nella violenza e nel caos provocati dalla disperazione.
Rinnoviamo il nostro impegno a collaborare con tutti coloro che desiderano lavorare per la pace e la riconciliazione del popolo burundese e desideriamo concretizzare questo impegno attraverso i sinodi diocesani, che stanno per essere lanciati presto.
C’impegniamo anche a intensificare il nostro contributo allo sviluppo, in vista di consolidare la pace e la riconciliazione.








