Maschere, suoni e colori: Salerno, serata inaugurale della mostra
Sulla nostra terra, ci sono tante persone che partono e, sostenuti da Dio, dedicano la propria vita al prossimo. Me ne rendo conto e rimango un po' disorientato. È sempre una sorpresa sapere che l'amore esiste, e che esiste in noi e attorno a noi. Perciò non ho esitato un attimo ad accettare l'invito dei saveriani per presentare la serata inaugurale dell'iniziativa "Maschere dell'altro mondo".
Gli occhi pieni d'amore
Giovedì 14 febbraio, nella splendida cornice del teatro Augusteo, è stato come se da Salerno fosse partito un abbraccio verso le popolazioni del mondo. Tra luci, suoni e colori, ha preso vita uno spettacolo brioso e coinvolgente che ha dato il via all'appuntamento che si svolge, da tre anni, presso l'istituto dei saveriani di Salerno. Dopo i giocattoli e gli strumenti musicali, quest'anno è stata la volta delle "Maschere dell'altro mondo".
Con l'aiuto di Marianna e Michela (bravissime!), ho introdotto i vari ospiti e gli artisti che si sono esibiti, annunciando al numeroso pubblico il programma della manifestazione. C'era davvero tanta gente! La platea del teatro era tutta piena.
Dopo molti anni di esperienza, l'emozione di recitare in teatro è diminuita. Anche il pubblico che s'incontra, dopo un po', sembra sempre assomigliarsi. Questa volta, no! Ricordo i volti di chi era seduto di fronte a me e in particolare mi sono rimasti impressi i loro occhi: esprimevano un unico amore verso il prossimo.
Un cast internazionale
Durante la serata, si sono esibite persone di diverse nazionalità. I primi a calcare il palcoscenico sono stati i bambini del coro "Calicanto", che hanno interpretato la sigla della manifestazione. Dopo di loro è stato il turno dei ragazzi dell'associazione "Gtango Salerno", che hanno messo in scena uno spettacolo di danze argentine molto interessante.
Dopo due balli messicani, eseguiti alla perfezione da Santos e Alessandra, è toccato a tre artisti rom intrattenere il pubblico con canti tipici delle loro terre. Come gran finale, c'è stata l'esibizione dei "Nghever Senegal": hanno coinvolto gli spettatori con i loro suoni e le loro danze.
È stata una manifestazione molto importante, realizzata per dimostrare che la diversità di culture rappresenta un dono e una ricchezza del mondo, non un problema da superare. Le maschere che indossiamo ogni giorno devono lasciare spazio al nostro vero volto, per poter testimoniare con più forza l'amore che Dio ci ha trasmesso rendendoci suoi figli.








