Lacrime di pace e di solidarietà
Tema del "Paginone" di questo numero: "Emmanuele: Dio tra i popoli che Egli ama"
La bambina arrivò a casa in ritardo per la cena. Sua madre tentava di calmare il padre, nervoso, mentre chiedeva spiegazioni alla figlia. La bambina rispose che si era fermata per aiutare Janie, sua amica, che aveva fatto un capitombolo e la sua bicicletta si era rotta.
- “E da quando in qua tu sai accomodare biciclette?” - chiese la madre.
- “Io non so accomodare biciclette, rispose la piccola; “io mi sono fermata solo per aiutarla a piangere”.
- Murray Lancaster
Ho ricevuto questa storia in una e-mail, non ricordo più da chi. In realtà, volevo dimenticare anche le lacrime della bambina che aiuta l’amichetta a piangere. Ma non ci sono riuscito. La ragione mi dice che non basta fermarsi per aiutare le persone a piangere. Bisogna che impariamo ad "accomodare" le biciclette. Solo piangere è troppo sterile.
Tutto ciò la ragione mi dice e ripete. Ma il cuore non resta insensibile alla delicatezza della piccola che usa l’unica forma di solidarietà che ha a disposizione.
Del resto, senza voler approfondire troppo, potrei ricordare che in questo Natale celebriamo la nascita di un bambino, la cui prima manifestazione è stata (forse qualche teologo ne dubita, ma pazienza!) un pianto. Sarà che anche Lui è venuto per aiutarci a piangere?
E vorrei aggiungere: con il passare degli anni, le forze diminuiscono, la capacità di accomodare biciclette svanisce… Rimane la possibilità di aiutare a piangere questa povera umanità che non solo si affoga in questa valle di lacrime, ma pare impegnata a rendere più amara la traversata, a complicare ciò che potrebbe essere semplice, a lanciarsi bombe quando potrebbe scambiare abbracci...
Insomma, sto cercando di augurare, a voi tutti e a me stesso, un Natale felice e un anno nuovo pieno di benedizioni, sapendo che ogni augurio è anche un impegno e che la prima benedizione è proprio la pace.
Benedetta Pace!








