Maria meditava queste cose…
In questa pagina, Giuseppe ha trovato molto spazio, ma non credo che Maria, sua sposa, sia dispiaciuta. Riflettendo su ciò che è capitato nella vita della Madonna, penso che se c'è una donna di fede sia proprio lei. Poteva rischiare il matrimonio, la vita propria e quella del bambino, con un Erode che cercava in tutti i modi di ucciderli. Eppure, nonostante la fatica dell'emigrazione in Egitto, il ritorno e il riadattamento a Nazareth, la ritroviamo nell'episodio dello smarrimento di Gesù a Gerusalemme mentre medita l'accaduto nel suo cuore.
Anche lì, le parole di Gesù sono cariche di mistero. Una vita a meditare nel suo cuore le cose riguardanti suo Figlio: dalla profezia del vecchio Simeone, alla risposta quasi irriverente del dodicenne Gesù a Gerusalemme, per non parlare di Cana. Una montagna di difficoltà: l'annuncio dell'arcangelo Gabriele, una manifestazione divina nella semplicità della sua casa di Nazareth, la nascita nella grotta, la fuga in Egitto, il Calvario. Le manifestazioni di Dio, le teofanie, sono molto stringate. A Natale, i pastori vengono a rendere omaggio a Gesù, loro avevano visto gli Angeli ma Maria e Giuseppe no. L'unica cosa certa è che non avevano trovato posto nella città di Davide, Betlemme. Certo sono venuti i Magi, ma con loro altri problemi e la fuga in Egitto. E fermiamoci qui, perché dopo c'è la Croce.
Essere nata senza peccato originale, l'Immacolata Concezione, avrà pure voluto dire qualcosa. Sicuramente non un’esenzione speciale dalla sofferenza, ma piuttosto fiducia assoluta in Dio! Certo, il salmo dice che l'uomo nel benessere è come gli animali che vanno alla morte. Il benessere è stigmatizzato anche nel vangelo: “Anima mia godi... Stolto, questa notte morirai” (Lc.12 16-21). Non è certo lì per incutere terrore, ma a dirci “state pronti, vesti legate ai fianchi e bastone in mano (Lc. 12,35-38). La vita è un'attesa operosa per realizzare il regno. E Maria per prima ha attraversato questa vita con la lampada accesa e i vasetti d'olio di scorta (Mt. 25, 1-13), perché niente e nessuno la sorprendesse.
Ed è normale che ci scappi un’Ave Maria, quando non sappiamo più dove sbattere la testa, quando i medici non hanno più niente da dirci o gli amici non sanno più cosa fare, perché le cose sono andate troppo avanti o hanno sorpreso tutti. Ne sanno qualcosa quelli usciti dalle case in autolettiga e mai più ritornati. Quelli che sembravano avercela fatta, ma poi... “Vegliate” (Mt. 25,13). E soprattutto: “Non cercate tra le cose morte colui che è vivo” (Lc. 24,5).
La Madonna ci aiuta a buttare via le cose morte, superflue, quelle che ci fanno perder tempo. Per tanti sono semplicemente cose (terreni, case, campi, macchine), per altri sono ambizione, potere, orgoglio, sull'altare dei quali si sacrifica tutto e tutti per rischiare di sentirsi dire: “Non vi conosco” (Mt.25,13).
Se seguiremo Maria lungo la via stretta, ma sicura, della sobrietà e del guardarsi attorno per vedere le necessità dei fratelli e sorelle, ci sentiremo dire anche se stanchi e magari stremati: “Venite, benedetti nella casa del Padre mio” (Mt. 25,34). E allora tutto ci parrà un nulla, a confronto della gioia di essere tra gli amici e amiche del Signore.







