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Se dici marzo, pensi a san Giuseppe (che si celebra il 19). E a maggio c’è la festa di San Giuseppe lavoratore (1° maggio). Questa figura è così importante, che non ha ricevuto privilegi. Nato come tutti noi col fardello originale, si è dimostrato una persona eccezionale. P. Giuseppe Rinaldi ci aiuta a ripassare le tappe della sua vita e a farcelo sentire più nostro.

San Giuseppe, domiciliato a Nazareth ma originario di Betlemme, nonostante fosse stato scelto da Dio come custode della Santa Famiglia, nei testi è stato maltrattato dai suoi biografi. Alcuni scrittori lo hanno definito vedovo, i pittori lo hanno ritratto anziano, con barba e capelli bianchi. Anche gli scultori, a volte, lo hanno plasmato decrepito…

Tutto questo è frutto di preoccupazioni contrarie alla chiarezza di quello che il Vangelo ci ha trasmesso di lui. La prima annotazione storica del Vangelo lo presenta fidanzato di Maria. Il secondo accenno lo descrive tormentato sul da farsi, dopo che ha saputo dalla promessa sposa che aspettava un figlio non suo. Avevo pensato, quindi, di rompere il fidanzamento, rinunciare alle nozze, ma senza chiasso o clamori, da uomo giusto. Ma un angelo, apparsogli in sogno, lo rassicura: “Giuseppe, non temere di prendere Maria come tua sposa. II bambino che nascerà da lei è frutto dello Spirito Santo. Sarai tu a imporgli il nome e lo chiamerai Gesù". Questo è stato il primo di una serie di sogni con i quali il Signore l’ha guidato in tutta la sua vita. E lui ha seguito la verità che Dio Padre gli rivelava nei sogni. Lo ha ricordato anche papa Francesco nel documento ufficiale col quale definiva il 2020-2021 “anno di san Giuseppe”.

Rientrato a Nazareth, la vita di Giuseppe è avvolta nel silenzio. Sappiamo, indirettamente, della sua morte, per l’episodio delle nozze di Cana. Se c'era Maria, significa che Giuseppe era morto perché si usava invitare al matrimonio il capo famiglia. Solo quando questo era defunto, l'invito era rivolto alla vedova.
Dopo l'intervento del Papa, l'8 dicembre 2020, con il testo dal titolo “Patris corde”, si sono attivati storici e biblisti, scrittori e maestri di spirito, nell'andare a recuperare dai fondali della dimenticanza, tutti i dati che lo Spirito Santo ci ha tramandato nei Vangeli.

Molte parrocchie hanno esposto in bella evidenza la sua statua. Eppure, già santa Teresa d'Avila, che dedicava le sue fondazioni a san Giuseppe, ha lasciato scritto: “Ad altri Santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell'altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso san Giuseppe, tutte le volte che avevo bisogno di una grazia particolare, mi sono rivolta a lui, e l'ho sempre ottenuta”. Da secoli, la Chiesa gli dedica il 19 marzo una solennità. Papa Giovanni XXIII ha posto il Concilio Vaticano II sotto la sua protezione e ha voluto che fosse nominato personalmente durante ogni celebrazione Eucaristica, assieme al nome della beata Vergine Maria. Quasi a dirci che, ogni volta che facciamo presente Gesù, non dimentichiamo colui al quale Gesù ha voluto affidarsi durante gli anni della sua vita terrena.

Giuseppe è un uomo per il quale il Signore ha avuto una predilezione particolare. Lo ha fatto innamorare di Maria, il capolavoro della creazione, l'unica capace di poter dire a Gesù “figlio mio e Dio mio”. Di questa donna eccezionale il Signore ha voluto che Giuseppe fosse sposo, affidandogli come padre secondo le leggi umane, il suo figlio unigenito. È il primo santo nel canone, ma anche nel cuore di molti cristiani assieme alla Madonna Santissima.
Tra le preghiere tradizionali dei cristiani la più semplice e nota è la triplice invocazione. “Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia”.

Papa Francesco, in quest'anno speciale, vuole rimetterlo al primo posto nella galleria dei santi, con Maria sua purissima sposa. È stato Pio IX, l'8 dicembre 1870, a proclamare solennemente san Giuseppe Patrono della Chiesa universale. Ecco perché papa Francesco, proprio l’8 dicembre dell'anno scorso ha voluto che iniziasse un anno tutto dedicato a lui, ricordando anche che il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, secondo la tradizione latina, continuano ad essere dedicati alla sua memoria.
Papa Francesco conclude il suo testo sulla figura di san Giuseppe con questa invocazione: “Salve, custode del Redentore, e sposo della Vergine Maria. A te affidò il suo Figlio, in te, Maria, ripose la sua fiducia; con te Cristo diventò uomo. O beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita. Ottienici grazia, misericordia e coraggio, e difendici da ogni male. Amen”.



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