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Ho appena ricevuto una lunga lettera da mons. Andrea Maggiali, della parrocchia del Santo Sepolcro a Parma. È così bella che ho deciso di lasciare da parte quello che avevo già preparato per questo mese e dare spazio a questa lettera. Lascio perciò volentieri la parola all'amico sacerdote, dall'animo così missionario e confortiano.

Una sola raccomandazione per il mese di maggio: non trascuriamo di riprendere in mano il rosario missionario e di insistere con Maria, Madre della pace, perché conceda all'umanità la voglia di tornare alla pacifica fraterna convivenza.

  • p. Marcello Storgato, sx.

Caro direttore,

la vigilia di Pasqua mi è arrivato il sempre gradito mensile "Missionari Saveriani". L’ho momentaneamente accantonato per poterlo poi gustare appena passati i pressanti impegni pasquali. Oggi, Pasquetta, ho letto tutto con soddisfazione e commozione.

Più di 900 apostoli, formati dal beato Conforti a quella spiritualità missionaria che richiede la rinuncia a se stesso per farsi tutto a tutti, stanno evangelizzando una parte della vigna del Signore, in 15 nazioni. Con lo stesso coraggio di Pietro, testimoniano ai fratelli di questi Paesi che Cristo, morto in croce, è risorto per liberarci dalla schiavitù del peccato, per ricordare a tutti lo scopo del nostro esistere e il dovere di costruire la pace e la convivenza universale. Compito difficile, arduo, ma l’amore a questo popolo di Dio fa superare tutte le difficoltà…

Tutti questi evangelizzatori partono dalla persuasione che trascurare la preghiera e gli esercizi spirituali è come una firma di suicidio spirituale. Lo ricorda anche padre Pierino Zoni nell'articolo "Non si rinnova la missione se non si rinnova il missionario”. Lo stesso santo Padre nella lettera mandata a noi preti, pochi giorni fa, afferma che “è la preghiera, avvalorata dall'offerta silenziosa della sofferenza, il primo e più efficace mezzo della pastorale".

Leggendo "Missionari Saveriani" ho potuto rievocare, con immensa gioia, i volti e i nomi dei "corrispondenti" delle varie comunità saveriane in Italia e dei partecipanti al vostro XII Capitolo. Sono lieto di essere stato, per diversi anni, insegnante di psico-pedagogia a non pochi di questi apostoli. Mi commuove soprattutto il fatto che alcuni di questi (già miei alunni) sono stati martirizzati. Questi invoco sovente, assieme al beato Fondatore che nel 1929 mi ha cresimato, nella certezza che mi aiuteranno a compiere la volontà di Dio.

Accludo una piccola offerta, segno di grande ammirazione e riconoscenza. Ogni giorno prego affinché il buon Dio moltiplichi le vocazioni alla vostra congregazione e a tutte le diocesi. Cordiali auguri di ogni bene,

  • don Andrea Maggiali, Parma


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