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Le religioni e l'ecologia, Un confronto che ci arricchisce…

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La comunità dei saveriani di Desio ha avviato un ciclo di conferenze che affrontano il tema del rapporto fra le religioni e alcune grandi problematiche del mondo contemporaneo. La prima si è tenuta il 19 febbraio ed era incentrata sul rapporto fra le religioni e l'ecologia.

Sul tema si sono confrontati Stefano Levi Della Torre, scrittore e membro della comunità ebraica di Milano, Marco Dal Corso, scrittore e teologo cristiano, Giovanna Giorgetti, del centro buddhista Ghe Pel Ling di Milano, p. Angelo Pansa, missionario saveriano.

Cos'è questa nostra terra?

Levi Della Torre ha spiegato come nella Bibbia si affermi che la proprietà della terra è del Signore; compito dell'uomo è custodirla attraverso il lavoro. Nel libro di Qoèlet (o Ecclesiaste) si afferma che l'uomo e la bestia sono soggetti alla morte: in questo, non vi è una superiorità dell'uomo.

Per Dal Corso la parola "terra" ha almeno quattro significati. Essa può essere il paese natale, il cui modello è l'identità (termine oggi di moda). È il mondo dove regna l'esclusione dei più deboli e dove, al contrario, per i cristiani deve trovarsi l'ospitalità. Terra è anche fonte di sussistenza e di risorse; per cui, al modello dell'interesse e dell'accaparramento, si contrappone la concezione cristiana del dono. Infine, la terra può intendersi come luogo di passaggio, "valle di lacrime", o fonte di benedizione.

Il teologo tedesco Bonhoeffer dichiarava di sentirsi ospite sulla terra, e di dovere ad essa fedeltà e gratitudine.

Reincarnazione e visione cosmica

Nel buddhismo, ha spiegato Giorgetti, sono due gli aspetti fondamentali: l'interdipendenza e l'amorevolezza. Interdipendenza è la relazione di causa-effetto. Il buddhismo non considera l'inizio attraverso la creazione. La mente di una persona vivente oggi trova la sua causa in una mente precedente, che può essere appartenuta a un'altra persona o a un altro essere. È il concetto della reincarnazione. L'amorevolezza sorge dall'idea che tutte le forme di vita sono degne di uguale rispetto. Se la terra è malata, è perché malate sono le menti degli uomini.

Padre Pansa ha parlato della visione cosmica del mondo che è propria degli indio del Brasile. Il "Grande Respiro" ha affidato la terra agli uomini perché essi ci vivano, assieme agli uccelli e alle altre creature. Gli indio considerano se stessi come veri "uomini", rispettosi della "terra madre". Distruggendo la foresta i bianchi peccano, perché mancano di rispetto alla terra.

La prossima conferenza è prevista il 14 maggio, nell'ambito dell'annuale "Festa dei popoli", sul tema: "Le religioni e il rapporto con l'altro: ospite o straniero?".



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