Festa dei popoli, 15 maggio 2010 a Desio
Il 15-16 maggio si terrà a Desio la tradizionale "Festa dei popoli". È il 21° appuntamento, all'insegna del calore, dell'accoglienza e delle diverse tradizioni. Le due giornate concludono il cammino di un anno, durante il quale abbiamo cercato di dare valore alle differenti culture e realtà del nostro territorio, sottolineando in particolare gli incontri tra le donne cristiane e le donne musulmane.
Motivi per non mancare
La "Festa dei popoli" ha precise finalità: offrire una possibilità di incontro e dialogo tra i desiani e i vari gruppi di immigrati presenti in città; sensibilizzare istituzioni e associazioni sulla realtà globale dell'immigrazione; offrire una possibilità di contatto diretto con la "mondialità"; dare visibilità ai migranti e alle loro problematiche per incoraggiare la società civile a cercare soluzioni e leggi giuste; rendere visibile la rete delle associazioni laiche ed ecclesiali di Desio.
Il tema scelto, "Il sogno dei popoli, l'umanità che sogniamo", propone a tutta la comunità cittadina di scorgere, attraverso una società multi etnica, aspetti nuovi per una convivenza e cittadinanza attiva. Ognuno di noi riceve solo ciò che gli è offerto. Ogni popolo, che le circostanze della vita ci fanno incontrare, ha qualcosa da offrirci. Spesso, invece, siamo abituati a vedere negli altri popoli solo la diversità, e nelle persone straniere solo i problemi.
Stand culturali, spettacoli, celebrazione Eucaristica, gesto della pace, incontri a tema e degustazioni tipiche, sono i contorni della manifestazione. Le mostre "I giusti dell'islam" e "Dudal Jam", già aperte al pubblico, accompagnano la festa.
I giusti dell'islam
I figli di Abramo - ebrei cristiani e musulmani - hanno spesso mostrato nel corso del tempo di avere scarsa consapevolezza di questa loro radice comune, giungendo a conflittualità anche estreme, che sono state pagate dai più deboli, ovvero da chi, di volta in volta, si è trovato a essere diverso, minoranza, infedele.
La shoah è stata la manifestazione della totale negazione di umanità. Tuttavia, uomini e donne eroicamente, grazie alla propria fede, hanno superato ambigui particolarismi. Gli stessi discendenti delle vittime della shoah hanno salvato dall'oblio storie straordinarie, tra le quali figura anche quella di settanta musulmani. Essi si adoperarono per salvare la vita ad alcuni ebrei durante la persecuzione.
Anche nell'altro senso sono accaduti fatti analoghi, poco noti, come l'impegno dell'organizzazione umanitaria ebraica di Sarajevo "Benevolencija", che ha aiutato tutti, indipendentemente dalla fede religiosa. Ha assistito nell'evacuazione ben millecinquecento persone di religione non ebraica, molte delle quali musulmane.
Questi fatti concreti possono aiutare ad andare oltre la logica dello scontro di civiltà.
Dudal Jam
La mostra della campagna "Dudal Jam" (in lingua peulh "centro di pace") presenta un esempio visibile di pacifica convivenza e di profondo dialogo di vita tra cristiani e musulmani in Burkina Faso: un risultato straordinario dovuto, in gran parte, all'Union fraternelle des croyants (UFC), che dal 1969 ispira la vita quotidiana nella regione del Sahel.
Presentare questa esperienza educativa è importante per l'attuale momento storico, nel quale molti stanno seminando discordia e scontro tra civiltà. È una testimonianza vivente di dialogo e di costruzione della pace, una concreta dimostrazione che il rispetto e il dialogo interreligioso non sono parole vane, ma vita vera. Questa esperienza si realizza con un centro di educazione alla pace e di conoscenza delle rispettive religioni come forze di armonizzazione, specialmente per i giovani dell'Africa e dell'Europa.
Insomma, si tratta di trasformare una situazione naturale di convivenza in un progetto di formazione al dialogo interreligioso e alla pace.








