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Laicato saveriano: Per i diritti e la dignità dei batwa

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Claudina, laica saveriana di Brescia, lavora in Burundi tra i batwa-pigmei, i "fuori casta" dell'Africa.

Lavoro nella diocesi di Muyinga, nel nordest del Burundi, dove vive un consistente numero di batwa, una minoranza bistrattata e marginalizzata, tanto da minare profondamente il loro senso di dignità e provocare gravi problemi personali e sociali.

La Caritas diocesana ha dato vita a un vasto programma a favore della comunità batwa, per cercare di ridurre i fenomeni che provocano povertà ed esclusione, promuovere un maggior senso di responsabilità e solidarietà nei comportamenti della società maggioritaria, mediante il rispetto dei diritti umani di tutti.

I progetti che stiamo realizzando, insieme ad altri colleghi, con  e in favore dei batwa, coinvolgono sei settori, tra cui l'istruzione dei bambini, la formazione degli adulti, la costruzione di case dignitose e la registrazione anagrafica. È proprio su questo che desidero soffermarmi.

Intendiamo monitorare la registrazione obbligatoria delle nascite, in collaborazione con i comuni e le parrocchie della vasta zona. Molti genitori, per negligenza o ignoranza, non dichiarano la nascita dei loro bambini. Questo genera meccanismi perversi che escludono i piccoli dal circuito sociale, permettendone l'esclusione a vita. Un bimbo non riconosciuto è un adulto senza diritti: la loro nascita e la loro morte non lasciano traccia su questa terra e in questa società.

Abbiamo già registrato 1.122 bambini al di sotto dei 5 anni di età, garantendo loro le cure sanitarie gratuite, previste per legge a tutti quei bambini che sono regolarmente iscritti negli elenchi anagrafici. Inoltre, per incoraggiare la pratica, abbiamo donato un abito a ciascun bambino nuovo iscritto.

Abbiamo distribuito 2.254 documenti d'identità, dopo aver concluso un censimento a livello diocesano di tutte le comunità batwa esistenti e conosciute.

Il 6 gennaio, giornata dell'Infanzia missionaria, abbiamo dato il via a una campagna per creare coscienza nei genitori, affinché iscrivano i propri figli all'anagrafe, anche se in ritardo. "Creare mentalità" è la sfida più grande e difficile, ma è anche di primaria importanza.

Il nostro programma non è solo un lavoro materiale, ma un appoggio totale, un'affermazione dei diritti del popolo batwa e una riappropriazione della dignità umana. È difficile farvi sentire il peso di questo camminare al loro fianco, di questo tentativo di riportarli in seno alla società civile.

Vorrei riuscire a farvi percepire il peso politico e sociale del nostro costante sforzo di combattere con loro, offrendo loro fiducia, condivisione e rispetto per una povertà non voluta, ma vissuta con eroismo.



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