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L’Abbé Joubert primo prete congolese beatificato

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È tra i primi presbiteri della Chiesa in Kivu. Nasce a Saint Louis de Mrumbi-Moba il 18 ottobre 1908. Suo padre, di origine francese, aveva fatto parte della guardia pontificia in Vaticano prima di dedicarsi completamente alle missioni estere cattoliche. Andò a vivere in Africa, condividendo la cultura e il suo stile di vita, sposando una donna del luogo e lottando per l’abolizione della schiavitù. La sua azione e la sua lotta erano radicate in una fede profonda. I coniugi hanno tre figli: due preti e una figlia religiosa che è costretta a lasciare la vita consacrata per motivi di salute.
Albert frequenta il seminario minore e poi inizia gli studi filosofici-teologici che completa con successo, tanto da essere richiesto come professore. Insegna presso il Seminario Maggiore ed è direttore di scuole.
Formato alla scuola dei missionari, assume lui stesso uno stile di vita tipicamente missionario, trasferendosi da una parrocchia all’altra della Diocesi e più tardi da una Diocesi ad un’altra, vivendo con semplicità e attenzione per i poveri e i sofferenti. Ad Uvira termina il suo impegno sacerdotale, donando la sua vita come sacrificio di fraternità umana e sacerdotale.
Obbedendo al suo vescovo, si reca in una parrocchia povera e da ricostruire, Kibanga, dove dovrà fare i conti con la persecuzione dei suoi connazionali congolesi, i Simba, divenuti ribelli e affiliati all’ideologia atea di stampo cinese, russa e cubana. Per causa loro soffre molto.
Consapevole del pericolo che lo aspettava, accetta di recarsi a Fizi, roccaforte dei ribelli Simba, per unirsi al saveriano Giovanni Didonè. Verrà colpito a morte da una pallottola dai rivoluzionari il 28 novembre 1964, testimone della fede in Cristo e della fraternità al di là di ogni popolo e di ogni nazione. Insieme a p. Didonè è sepolto nella chiesa di Fizi, meta di pellegrinaggi.



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