Se la missione è un bisogno
Mi chiamo Tommaso, ho 18 anni e arrivo da Filottrano. Mi sono imbattuto nel mondo della missione lo scorso anno, forse inevitabilmente. Infatti, a me piace paragonare la mia strada e quella della missione a due linee rette incidenti che, prima o poi, sarebbero arrivate ad un punto di incontro.
E così fu. Ho conosciuto i Saveriani attraverso il racconto di un mio amico di una missione e forse inizialmente ancora un po’ incosciente ho deciso di avvicinarmi a questo mondo… Lo scorso anno, dopo vari tentativi non riusciti di partire in missione per l’estero, mi sono ritrovato ad avere ormai il sapore di missione di fronte a me, tanto che ormai non riuscii ad accettare l’idea di non partire per nulla e dunque iniziai a cercare ininterrottamente qualcosa che facesse per me. Fu in quel momento che capii che la missione vista come scoperta, servizio e avventura era qualcosa di cui in realtà avevo bisogno e non un semplice piacere.
Ho trovato la proposta del campo missionario a Scampia che mi ha introdotto nel mondo della missione e dove lascio ancora i migliori ricordi e le migliori riflessioni sul reale senso della mia vita. Quest’esperienza mi ha aiutato ad aprire gli occhi su certe realtà, ma non occhi di disperazione e di sfiducia, ma nuovi, di speranza e di fede nel cambiamento, gli occhi della missione.
Il mondo della missione è per me l’espressione perfetta di quella voglia e necessità di conoscere che è ormai parte di me e guida la direzione della mia vita. La missione prima mi ha preso con il sentimento, poi ho collegato la parte razionale e l’ho fatta diventare realtà, riuscendo ad immagazzinare insegnamenti ed esperienze indimenticabili.
Questo percorso per me è partito spontaneamente con domande, emozioni, riflessioni e tanto altro, anche prima di iniziare quello reale che stiamo affrontando con il gruppo che sta per partire. Infatti, ciò che stiamo facendo insieme mi serve soprattutto come linea guida e di consiglio, aspetto fondamentale per il mio cammino. Così cerco di costruire il mio cammino personale di preparazione per la missione.
Quest’estate andrò in Camerun. So che il mio aiuto e la mia singola esperienza non potranno influire nettamente in tutte le situazioni che mi ritroverò ad affrontare, ma sono qui anche per conoscere e per cercare di espandere ciò che io ho conosciuto, in primis trasmettendo la passione per la missione e poi per rendere coscienti tutte le persone della realtà attorno a loro e delle realtà esistenti nel mondo. L’obiettivo è poter creare qualcosa di impattante collettivamente.







