La vocazione missionaria
Cosa sappiamo dei saveriani originari del territorio di Cremona? Dopo p. Claudio Marinoni, questo mese ospitiamo la testimonianza di p. Gabriele Guarnieri, missionario a San Paolo, in Brasile.
Dov’è partito tutto?
All’oratorio della parrocchia di San Bernardo Abate, a Cremona. Durante l’adolescenza ho vissuto numerose e belle esperienze in parrocchia. Ero catechista, animatore ai Grest e ai campiscuola in montagna. Partecipavo regolarmente al gruppo dei giovani, anche se mi dava molta più gioia e ricchezza spirituale parlare a tu per tu con i miei sacerdoti all’oratorio. Ho avuto sempre la grazia e il dono di incontrare presbiteri amici, capaci di darmi consigli e di offrirmi sussidi da leggere sulla felicità, sulla vita e sulla vocazione.
Poi cos’è successo?
La mia vita è cambiata una sera di ottobre. Era il 1982. In quel periodo frequentavo l’ultimo anno di Magistrali (a 14 anni volevo diventare insegnante). All’oratorio, ho visto una locandina che invitava a partecipare alla veglia missionaria nella Cattedrale di Cremona in preparazione alla Giornata missionaria mondiale. E così, quella sera, da solo e a piedi, ho partecipato alla Veglia Missionaria. Il missionario che dava testimonianza della propria vita era p. Alex Zanotelli, comboniano, che poi ho rivisto a Udine nel 1995.
Gli hai ricordato quella veglia?
Ero presbitero da 5 anni ed entrambi stavamo entrando in un collegio. In un secondo ho pensato davvero di abbracciarlo e ringraziarlo per quella veglia missionaria a Cremona nel 1982 che mi ha illuminato la vita e mi ha fatto diventare missionario. Dopo quel secondo, mi sono semplicemente presentato. In quella veglia missionaria, p. Zanotelli ha raccontato la vita dei missionari martiri nel mondo, tra cui il Brasile. Le sue parole mi hanno emozionato, mi hanno coinvolto moltissimo a tal punto che, tornato a casa, quella notte continuavo a pensare alla gioia provata nel sentire le parole di p. Alex. E se Dio mi stava chiamando ad essere missionario, a lasciare l’Italia e ad andare per il mondo?
Hai trovato la risposta?
Ripetevo a me stesso che amavo il mio oratorio e mi piaceva moltissimo vivere tra i giovani. Dicevo a me stesso che magari, conoscendo la mia passione per l’oratorio, Dio avrebbe potuto chiamarmi ad entrare in seminario per essere presbitero diocesano. Avevo bisogno di un segno. Sapevo che nelle incertezze si rimane più fragili e al tempo stesso sempre attenti. Mi sembrava solo che avessi fretta di rispondere SÌ alla vocazione. Stavo cercando soluzioni, risposte (l’ultimo anno di scuola era un momento favorevole per le decisioni). Ho cominciato a pregare di più e a partecipare alla Messa almeno tre volte alla settimana. Oltre alla preghiera sentivo la necessità di scoprire una luce nel cammino. Avevo bisogno di un episodio, di qualcosa di concreto.
Ed è accaduto?
Una domenica, è venuto a raccontarsi il saveriano p. Bruno Boschetti, ora in cielo. E ancora oggi risuonano dentro di me le parole che ha detto nella sua bellissima omelia: “Carissimi giovani, una parrocchia è una Chiesa vera e viva solo quando è missionaria, quando invia missionari nel mondo”. Era la luce che cercavo. Sono passati 40 anni e quella frase è sempre forte dentro di me. Improvvisamente, mi ritrovavo a credere che amare la mia parrocchia di Cremona significava portarla nel mio cuore con gratitudine sulle strade del mondo, fino agli estremi confini della terra. Così, dopo la Messa, ho voluto conoscere p. Bruno. Mi ha stupito la sua simpatia, la sua allegria, la sua saggezza, il suo entusiasmo missionario. Mi ha invitato a visitare il seminario dei saveriani a Cremona e io l’ho invitato dalla mia famiglia. Padre Bruno è diventato il padre spirituale che per 9 mesi mi ha accompagnato e incoraggiato a diventare saveriano e lo sono tuttora.







