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Per più di due anni, siamo stati costretti a delimitare il nostro spazio vitale e sociale. L’isolamento spesso ha portato ad effetti negativi, con problematiche sul benessere psico-fisico. Tutto ciò è frutto di come siamo riusciti a sopravvivere in quella che era diventata la nostra nuova comfort zone. La zona di comfort è uno stato psicologico in cui un individuo percepisce tutto come familiare e si sente a suo agio, sperimentando bassi livelli di ansia e stress. Nella zona di comfort i comportamenti e le prestazioni sono costanti. E i missionari? Hanno rotto la loro comfort zone per vivere esperienze che hanno cambiato la propria vita e quella degli altri? Abbiamo interpellato due saveriani della comunità di Brescia.
Per p. Francesco Zampese la lontananza da casa e dalla famiglia non è stato un problema, anzi una salvezza sia per sé stesso, sia per la gente incontrata in Congo, Camerun e Ruanda: “L’incontro con l’altro e la relazione sono un processo fondamentale per l’identità dell’uomo. L’incontro diventa vita solo quando si comunica e si mette in comune qualcosa con qualcuno. Ma ciò avviene quando l’altro percepisce di essere ascoltato”. La vocazione ha spinto anche p. Gesuino Piredda a spendere la sua vita per chi non ha una speranza. “È fondamentale coltivare la cultura della relazione e della felicità e quindi anche una visione della realtà com’è realmente, senza tralasciare il brutto e il bello della vita. Bisogna avere consapevolezza per uscire dal proprio bozzolo”. E non significa collezionare solo successi. Anzi, è utile riflettere sulla reazione rispetto a un risultato in apparenza negativo, perché ciò che spesso riteniamo un fallimento a volte può risultare più importante di un successo.
In alcuni casi, familiari e amici fanno resistenza a questa… uscita. Promuovendo scelte differenti, invece, si creano situazioni che portano a modificare il comportamento, ad attingere a risorse interiori, anche improvvisando, a mettere in discussione le convinzioni e a sgretolare i limiti. Insomma, uscire dal proprio bozzolo porterà sempre effetti e anche i missionari possono testimoniarlo. Diceva il teologo William Shedd: “Una nave attraccata al porto è più sicura, ma non è questo lo scopo per cui è stata costruita”.



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