La veglia per i missionari martiri
Per servire il regno di Dio
Con il mese di giugno, si conclude un periodo denso di spiritualità, segnato dal grande evento della Pasqua, che chiude il suo ciclo celebrativo con la Pentecoste. Già si possono fare i primi bilanci e percorrere a ritroso gli avvenimenti che ci hanno coinvolto.
Alla mente mi viene spontaneo il ricordo di una serata molto intensa: la veglia in memoria dei missionari martiri, che ha visto impegnato il mondo giovanile del patriarcato di Venezia, il 24 marzo scorso. Per la chiesa veneziana è stata l'occasione di dimostrare l'amore per le missioni.
Era presente anche il vicario generale, mons. Beniamino Pizziol, che ha sottolineato il senso più autentico dell'agire cristiano, citando alcuni passi del vangelo. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me”.
Nelle parole di Gesù c'è l'urgenza di annunciare il suo messaggio a chi ancora “non l'ha conosciuto”. La via dell'amore, che sicuramente conduce a Dio, rimane però una “via stretta”. Per questo, richiede l'impegno del fidarsi e del credere alle sue scelte, generalmente impopolari, perché spesso sono in contrasto con il comune modo di vivere.








