La Pasqua ''giovanile''
Il tema della tre giorni che noi saveriani di Ancona abbiamo proposto ad alcuni adolescenti della diocesi era "la pasqua giovanile". Vi hanno aderito la parrocchia di Polverigi, un paese vicino ad Ancona, e di Pietralacroce, parrocchia vicina di casa. È stato un modo nuovo per vivere insieme il triduo pasquale e riscoprire il senso profondo dell'evento fondante della nostra fede.
Il falò del giovedì santo
Abbiamo provato a far riscoprire ai ragazzi le fondamenta della nostra fede, perché un popolo che non conosce la propria storia e che soprattutto non sa fare memoria in modo adeguato della propria storia, è un popolo senza futuro.
Lasciare la possibilità ai ragazzi di andare in profondità nella conoscenza di questi misteri era un desiderio forte che avevamo da tempo. Questo ci ha permesso di dare un ritmo più tranquillo e più partecipato alla Cena del Signore del giovedì santo. Tutti insieme intorno a un falò, quella sera abbiamo vegliato e, raccontandoci qualche storia, abbiamo pure giocato insieme.
Il Conero come il Golgota
La giornata del venerdì santo è iniziata con una testimonianza speciale: la signora Maria Concetta ha parlato ai ragazzi di suo figlio, dottor Carlo Urbani, morto in Thailandia per la sars. Il tema era: "Vivere la passione nel quotidiano".
In seguito, abbiamo ripercorso alcune tappe della passione di Cristo facendo un'uscita sul vicino monte Conero. Qui abbiamo vissuto insieme la via crucis, aiutati anche dai reperti archeologici di questo monte, cercando di capire meglio il sacrificio e il valore del cammino di Cristo verso la croce. È stata una giornata faticosa ma anche bella, a sentire i 14 "apostoli" (tra ragazzi e ragazze) che vi hanno preso parte.
Sabato mattina si è conclusa questa prima esperienza della pasqua giovanile, con un mandato per il ritorno alle rispettive parrocchie, dove i ragazzi hanno potuto vivere insieme con le loro comunità la Pasqua di risurrezione.








