Voglia di vangelo e di compagnia con la gente
Proprio così p. Giuseppe Dovigo titolava una delle sue attese lettere spedite mensilmente dal Congo agli amici della missione: "Voglia di vangelo e di compagnia con la gente".
Non è un titolo ad effetto. È ciò per cui ogni missionario vive: il vangelo da seguire e donare come la buona notizia per l'umanità di tutti i tempi e tutti i luoghi; la gente da ricercare e amare, sempre e dovunque, tanto da non poterne fare a meno. È lo stile di Gesù che andava di villaggio in villaggio predicando il vangelo, spinto dalla compassione divina per le folle disorientate.
Non è una questione di protagonismo. Forse assomiglia più a una "malattia", che il missionario non riesce a scrollarsi di dosso. Succede così anche là dove il missionario ha pochi rari seguaci, come in Giappone, Cina o Bangladesh. Non importa. La voglia c'è ed è grande.
Non è un sogno né un'illusione. È la fatica immensa dell'incontro, che si confronta spesso con la realtà di situazioni spesso drammatiche. Ma non importa. Quell'incontro, quella persona o quella comunità umana diventano il tutto, in quel momento. È l'incontro evangelico, in cui la buona notizia è allo stesso tempo donata e ricevuta. Per questo il missionario spesso racconta: "è più quello che ho ricevuto di quanto io abbia donato". Ricevere il centuplo dopo aver donato tutto.
Questo traspare dai racconti messi insieme su queste due pagine, senza troppa logica, come sono arrivati sul nostro tavolo disordinato dai tre continenti d'Africa, America latina e Asia.
Sono certo che i lettori li gradiranno e gusteranno egualmente.







