Incontri d'America Latina: I nostri regali più preziosi
È stata una bella sorpresa: una telefonata per annunciare una visita e parlare di un sogno. La telefonata è arrivata venerdì sera; la visita e il sogno si sono realizzati sabato mattina. Dopo aver offerto al giovane Reginaldo il tradizionale cafezinho brasiliano, ho ascoltato il suo sogno.
Da due anni il giovane Reginaldo aveva conosciuto i saveriani in modo virtuale, attraverso il nostro sito web. Solo venerdì scorso, visitando gli stand vocazionali dell'Esposizione cattolica a San Paolo, li aveva conosciuti in modo reale, in carne e ossa. Aveva parlato con p. Claudio e p. Gabriele, i due saveriani cremonesi che erano agli stand. Così aveva preso l'iniziativa di telefonarmi per fissare un appuntamento.
Constatando la sua "passione" per san Francesco Saverio e per il carisma del beato Guido Conforti, ho offerto al giovane la scheda vocazionale del "primo contatto", perché la compilasse. Dopo un'ora è tornato nel mio studio a consegnarmi la scheda bella e pronta. Ho allora ripreso il dialogo circa la famiglia, il parroco e gli studi... Ho concluso dicendogli: "Reginaldo, il calcio iniziale è stato dato. Adesso dobbiamo giocare la partita".
Contento come una... pasqua, Reginaldo ha accettato di fermarsi a pranzo. Il giorno dopo ha preso l'aereo ed è tornato a casa, a Feira de Santana, vicino a Salvador di Bahia, a circa duemila chilometri da San Paolo, dove vive uno dei suoi otto fratelli.
La soddisfazione del missionario
Domenica pomeriggio mi ha telefonato don Edson, il parroco di Reginaldo. È stata la più bella telefonata che ho ricevuto da quando sono in Brasile. Mi ha comunicato la grande gioia di Reginaldo per aver incontrato i missionari di san Francesco Saverio. Oltre a garantire l'idoneità di Reginaldo, il parroco si è impegnato ad aiutarlo a completare il corso di filosofia all'università. Don Edson ha concluso con queste parole: "Sarà una grande perdita per me e per la parrocchia, ma sarà un grande guadagno per l'attività missionaria dei saveriani".
Vi invito a pregare perché non solo Reginaldo, ma molti altri giovani possano rispondere alla chiamata di Gesù, missionario del Padre. È una soddisfazione grande incontrare giovani che si sentono chiamati a continuare l'audace progetto del beato Conforti: "fare del mondo una sola famiglia".
Affermava papa Giovanni: "Tra tante opere buone che possiamo fare, nessuna è più importante di quella di aiutare un giovane a realizzare la sua vocazione sacerdotale e missionaria". Perciò il mio cuore è in festa.








